Franco 的个人资料ESISTENZE照片日志列表更多 工具 帮助

日志


NON GUARDARE DOVE NON SIAMO

 Rosa Rosae … non declinare il cuore perché non vuole regole. Non pensare non cercare, non trattenere, non costruire… lascia il muscolo al sangue e le pretese a chi pretende e guarda le tue braccia bianche, sfiora con le dita le tue labbra sottili facendo brillare gli occhi. Abbandona il vestito bianco nell’armadio della domenica e vesti ogni mio giorno con la tue gioie e le tue stanchezze, mordi anche il mio cuore ma senza lasciarlo. Non chiediamo nulla, non facciamo neanche preghiere. Lasciamo riflettere le città sull’asfalto e cerchiamo un’antica colonna e il suo marmo da graffiare mentre facciamo l’amore. Smettiamo di chiederci il perché, di perder tempo domandandoci che senso ha… perché il giorno in cui lo troveremo un senso tutto morirà davanti ai nostri occhi. Petalo e labirinto, pioggia e neve, notte e giorno, male e bene. Non trovare ragioni per non disperare, non prender segno per ricordare, non pettinarti perché avrò rifugio tra i tuoi capelli e lasciami un posto in sogno. Ci sarò se vorrai e resterò  in silenzio ad aspettarti mentre ti abbraccio… Non avremo bisogno di domande, di  chiarimenti, non dovremo parlare per capire, perché non ci sarà mai niente da capire, da dimostrare, da giustificare. Non aspettarti nulla, perchè non arriverà mai il momento e non sarà mai il tempo giusto, ma non sentiremo alcun rimorso né avremo mai colpe. Scriverò sulle tue spalle tutti i miei dolori così li sentirai ma mai potrai leggerli. L’amore non si ferma anche quando diremo basta, ci sarà sempre qualcosa che ci chiamerà, qualcosa che brucia e ci ridurrà in cenere mentre gridiamo i nostri inutili e disperati no!  Vocazione e maledizione, schiaffo e carezza, bestemmia e rosario sgranato tra le mani di una vecchia. Non sarà puro e non sarà penoso, non sarà né buio e né luce, sarà sempre ciò che deciderà di essere. Non cercare un senso, non fare questo errore ma segui la geografia delle mie labbra e ti prometto che mai in nessun luogo ci porterà. Stringi le tue gambe ai fianchi e non dare mai una ragione a quello che desideri, senti insieme a me qui ed ora e non guardiamo oltre, perché non saremo mai dove guardiamo…

Citazione

Discussione su YouTube - Quando sarò capace d'amare...
     




NON SEI LONTANA....

Non vedi la mia voce né ascolterai i miei sguardi, ma sei bella ed io ho troppi peccati … né veniali né mortali ma tutti portano il mio nome, e il più grande è quello che ti ripeto spesso: sono arrivato in ritardo. Su un tappeto di stelle e per cuscino la sabbia sogni  l’Africa, l’ebano e le dolci braccia di chi ami. Se piangi e balli non è per non pensare, ma solo perché non riesci a dimenticare. Ho solo i tuoi grandi occhi  mentre nascondi la bocca alzando il collo del tuo maglione, ma è già tutto rispetto a niente, a niente di te. Avrai mani fredde per strada, passi veloci sui marciapiedi mentre ti guardi intorno tra visi bassi e grigi e luci che si spengono troppo presto. Avrai un ombrello colorato su cui cadranno gocce, lacrime e neve… e un cappello di lana in cui lascerai tutte le tue tristezze aggiustandoti i capelli una volta tornata a casa. E se anche non me lo hai mai detto so che ogni mattina, mentre infili i tuoi stivali preferiti, ti scappa una lacrima che umida t’accarezza un sorriso. Ma io ho sempre i tuoi grandi occhi e se anche non posso guardarti ti posso immaginare. So che ti senti spesso sola anche se sorridi al mondo… perché sei tropico pieno di sole al confine tra la pioggia e la nebbia, un taglio capriccioso e geloso di luce nella notte. So che vuoi giocare, sentire, amare e mai smettere di sognare. Tutto è così com’è, e ti pesa sulla bianca schiena… ma è vita e lo sai… Vivi il tuo amore senza fermarti e nulla risparmi, mentre io resto qui… di certo amante e, forse, qualche volta amato, ma anche ignorato da chi, senza sapere nulla, crede di essere migliore di me. Da chi, inaridito dalla vita, ha sputato senza pietà sui suoi stessi ricordi. Anche io - come te - commetto sempre gli stessi errori: spesso ho sperato infilandomi tra cosce insipide, più bianche delle loro anime; e per punizione m’è stato avvelenato il petto di crudeli lacrime, di insulti e umiliazioni che portavano il nome di un altro. Ma anche tu, come me, sei impaurita dalla mancanza di coraggio e  invidiamo chi è convinto che la colpa sia sempre degli altri… Entrambi sappiamo che mai comprenderanno, non possono… perché il buio chiude gli occhi appena arriva l’alba, ma la speranza ci resta in una tasca come una moneta che non spenderemo mai anche a costo di far la fame. Sarà sempre lei a piegarci la schiena, a consumarci la pelle… ma mai riuscirà a toccare i nostri cuori e i nostri sguardi.

Citazione

Discussione su YouTube - Francesco De Gregori - Caterina
  

DALL'ALTRA PARTE

  “Ma si può sapere cosa vuoi essere?”  

Ma sul lato sinistro della vita questa domanda non ha un senso! Qui sempre stupiti e affamati ci guardiamo intorno ad ogni passo. Da questa parte non vorremmo avere neanche un nome per confonderci meglio con le cose! Qui dipingiamo i nostri abiti sulla pelle. Qui abbiamo per sciarpe abbracci per quando fa freddo e piedi gelidi che ci accarezzano nelle notti d’estate. Di là ci sono madri in ansia e preoccupate per un cammino senza meta: ci sorridono come angeli quando restiamo in silenzio e versano lacrime sui loro denti quando con una battuta cerchiamo di rassicurarle  dicendo loro, senza davvero crederci, che tutto va bene.  Da questo lato, in cui ci siamo trovati a camminare per un per uno strano calcolo del caso, incrociamo Odradek incuranti, sguardi mai scontati e pagine strappate… e, di tanto in tanto, in un angolo scuro e sporco, acre di piscio, si nasconde per qualche istante l’iridescente Alpeh. Bussiamo a porte sconosciute, apriamo cancelli arrugginiti - anche il colore del marcio ci incanta - ed ogni buona risposta si traduce sempre in una nuova domanda. Mangiamo tutto quello che troviamo sulla tavola che sia dolce o amaro, che sia vino o acqua, che sia saporito o stantio. Seguiamo con gli sguardi iperboli senza senso, fili d’erba spuntati dall’asfalto, le dimore del muschio sui muri umidi. Da questa parte cerchiamo di ricordare sino al dolore, fino a far male. Qui con le spalle curve ma l’anima sempre ben dritta innamorati di disperazione, vogliamo sentire vibrare anche il silenzio. Pazzi, presuntuosi cerchiamo calore all’inferno, abbiamo fame di sole in agosto e ancor più fame d’amore mentre amiamo. Da questa parte, anche se non sapremo mai dove andremo, sappiamo sempre dove siamo in ogni istante.

Citazione

Discussione su YouTube - La disciplina della terra
   


ADDIO NELLA PIOGGIA

Cade, martella, tintinna e batte. Passi ciancicati, visi bianchi che la guardano cadere e sbuffano mentre l’asfalto bagnato diventa una comica lucida, umida… accelerata! Dopo le feste del freddo ora la noia e aspettiamo già spazientiti i fiori di pesco e quelli di ciliegio, le accecanti giornate delle zagare.  Avessi compreso prima sarebbe stato meglio, ma ora non sarei così.  Tra amici e cappelli, mani increspate, cappotti buttati, cioccolate calde e giornali su cui bestemmiare, non mi interessa, né temo più, d’ incontrarti. Dietro finestre con tendine tinte alla frutta si preparano brodini caldi con dadi tenuti in frigorifero, e, intanto, il mio addio… finalmente il mio addio! Era ora dirai tu, con la tua sicura e ingiustificata supponenza. Troppa pazienza per i fiori secchi! preghi, preghi e preghi ma non possono sbocciare mai. Cade, martella, tintinna e batte… quasi come te che volevi arrivare a inzupparmi l’anima per poi lasciarmi asciugare in solitudine.  Bambini protetti nella fretta con cappucci azzurri che sfilano via per il vento… Clienti di barbiere che guardano fuori riscaldati dalle lampade degli specchi,  aroma di lozione dopobarba… e vapore d’acqua calda sui capelli appena lavati che si mischiano con il gelo della bocca di chi corre sui marciapiedi. Vestiti in saldo, giostre di stoffa e corse ai camerini, mentre una gamba tesa emerge inconsapevole da un separè vellutato chiuso male. I neon hanno dato il meglio di sé ed ora sono in vacanza  nella notte, occhieggiano esausti per un po’ prima di addormentarsi… “Che si fa?”... “nulla se non amare!”  Un incrocio di sguardi e una sconosciuta per miracolo sorride donandomi un po’ di lei… Come poter dire tutto questo a te piccola presuntuosa? Come raccontarti le ondate di cellofan dimenticate sull’asfalto e il rumore che fanno nel vento? E se anche lo facessi? Se ci riuscissi? Tu, col tuo petto da rondine d’un tratto borioso, mi diresti che tutto questo è stupido, di poco valore, inutile e poco pratica poesia. Tu – vera signora- che a me hai sempre voluto far credere che il mondo giri intorno a te fino a crederci davvero? La pioggia tonfa a curiosi tratti sui tendoni aperti dei bar… e penso a tutto questo, a quanto è stato giusto che sia andata così; e a quanto somigli adesso alle cosce freddolose, imprigionate a forza in calze nere sotto le minigonne, povere carni bianche che cercano di resistere al gelo solo per farsi vedere in giro, zampettano sui tacchi e si sfregano a vicenda per farsi calore. Com’è comico il circo dei sensi sotto la pista di un piumino con la stola profumata accanto al collo. Come avresti potuto mai avere una buona opinione di me? “Che bell’odore? Che profumo usi?”… “Nessuno! Questo è il mio odore naturale!” Com’è complicato e ipocrita l’ingranaggio della seduzione… e sotto la pioggia ora vedo solo pavoni che aprono le loro code per sembrar più belli! Ma, rientrato in me, mi accorgo che non sono ruote iridescenti e misteriose… solo ombrelli, schiere di Magritte! E tu? Indifferente e offesa… ti tuffi nelle tue tristezze, nel tempo che passa, neanche ti interessa che scriva di te. Ai pazzi si dà sempre ragione, anche quando ce l’hanno davvero!

Citazione

Discussione su YouTube - Vinicio Capossela - Nella Pioggia
   


ANCORA UN PO' QUI CON ME PRIMA CHE MUOIA.

Notte! è l’ora in cui i graffi diventano carezze, il sale zucchero: qui i pensieri scorrono e le lacrime si fanno ricordi che ti sorridono da lontano. Appunti, tracce, stanche geografie … e una penna che non scrive. Si guarda in faccia la vita con gli occhi languidi del sonno. Tutto è dentro e non può parlare. E tu, senza saperlo…  hai dimenticato qui qualcosa di te, è qui in un cassetto che non apro, oppure  nel cestino tra le parole escluse e, sempre troppo presto, accartocciate. Domani butterò tutto! ma non potrò farci nulla… nella notte scapperà e si andrà a nascondere in quella penna che non scrive… o forse mi si pianterà tra gli occhi al risveglio.  Lascia credere alla rossa ballerina presuntuosa che io mi ostini a farmi muri attorno coi mattoni del passato, lascia che creda che impasti paglia e fango con la forma del suo volto… non m’ha mai visto l’anima… non ha mai sentito questa necessità; perchè chi crede di esser sano teme il malato immaginandolo già morto. Dimentica  la formica che raccoglie e conserva le sue vergogne per tempi migliori. Non sa, ha sempre creduto che non ci fossero domande pensando sempre – con stizzito e troppo sicuro cicalar -  di capire e sapere. Non ha mai avuto cura per nulla se non per sé e ha sempre creduto che avessi vita e tempo solo per farmi tormentare dai suoi ostentati e troppo sicuri tormenti dubbiosi da romanzetto rosa. Non mi interessa neanche più che paghi il giusto conto con la mia anima… le abbono tutto. Io non sono un signore ma lei sì… e  di certo apprezzerà! Ma nessuno sa… anche chi ora sta con te non può capire, e lo sai. Forse anche noi non abbiamo mai davvero capito. Conservo quell’ombrello, le parole scritte dietro un biglietto, la rena sulle scarpe dei nostri passi, la tua mano stretta e il tepore lucente delle tue gambe. Chiudo gli occhi e sento i tuoi passi in quel giardino d’aranci, l’imbarazzo dei nostri occhi tra l’edera e il glicine. Quello che hai dimenticato qui, e che mai catturerò, non sa e ti aspetta. Si rifugia sempre dove io non andrò mai a cercarlo e ti attende. Forse domani sarà steso tra un calzino e uno straccio, o si accuccerà in una goccia di pioggia precipitata sulla mia finestra,  o – chi lo sa – forse riposerà sicuro tra le pieghe bianche del letto tormentato dal sonno. Vive per aspettarti e si nasconde sempre da me perché non sa, ed io ancora non ho il coraggio di farlo morire. Ancora per un po’ lasciami giocare a nascondino coni suoi capricci, non ho altre preghiere: lascia qui ancora un po’ con me ciò che di te qui hai dimenticato.  

 

Quote

Talking about YouTube - Per ricordarmi di te - Sergio Cammariere
   


LITANIA NEL GIORNO DI MARIA!

 Brindo ancora assonnato, fino a tardi - non so mai perché - ho vegliato.

Brindo a questa mattina di carte morte e bagnate sull’asfalto nero gettate, brindo all’odore freddo della polvere da sparo.

Brindo ai concerti freddolosi, a noi amanti sconosciuti,  a questa notte scontata di gente gelata

Brindo alla tua pelle nuda, al tuo bianco seno, alla tua bocca cruda, compagna e languido veleno.

Bagnati di grigia rugiada fumosa ci dicono che il vecchio è morto… e perchè dar alla maggioranza torto?

Nessuna poesia nella battuta via… mentre con te, dolce malattia,  riscaldato  – “qual è il tuo nome?” – zucchero ancora un caffé, memoria nera e bollente per ricordare d’esser stato amato!

Brindo alle asole incapricciate, alle sciarpe morenti sulle sedie dimenticate, alle gonne scintillanti  da poco comperate e… in una sola notte da mani invadenti sgualcite

Alzo il calice alle camicie dai brindisi macchiate, alle speranze degli allupati sfumate, alle cosce dal troppo ballar sudate.

Brindo ai visi per ore preparati delle ragazze, adesso dal calore dei locali arrossati e rovinati, ai loro respiri affannati, ai litigi degli amanti nelle macchine dalla troppa stanchezza dettati.

Brindo all’ultimo struscio nei paraggi a chi è stato eletto sempre il più bel culo nei villaggi…

Brindo alla trista riccia maliziosa, frigida e troppo ambiziosa, alla tranvata che le manca… perché  la vita, di questi lerci amplessi, mai si stanca  

Brindo a tutti i minuti d’allegria a sangue da questo seno sterile succhiati, ai bipolari da questa notte storditi e dal pensiero del giorno dopo disperati…

Brindo al riposo del panettiere, a noi depresse schiere… ma tutto questo – ora - lo faccio senza bicchiere.

Citazione

Discussione su YouTube - Vinicio Capossela in CAMERA A SUD