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日志


MALAUGURIO AUGURALE... non sempre il peggio è un male!

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

 

Citazione

Discussione su YouTube - Poesia di Pasolini - Alla mia Nazione
  

ROCK ME BABY

Rock Me Baby… suona insieme a me questa notte!

Rock Me Baby, cantiamo l’addio alle lotte, alle ossa rotte, alla guerra e all’inutile morte.

Rock Me Baby, giriamo le spalle alla delusione, alla bella intenzione, ai corsi di formazione… alla buona educazione! Alla lingua del mondo imposta da altri, a questa cattiva traduzione.

Facciamo l’amore qui… qui, sul materasso dove sta morendo il capitale, qui, sul guanciale dove poggia la testa boccheggiante del mercato globale!

Riscaldiamo questa stanza fredda dove nessuno trova pace, facciamo calore qui dove anche la luce è atroce!

Rock Me Baby e non ci fermiamo… amiamo amiamo amiamo! E in questo modo graziati sprofondiamo!

Graffiamoci e tiriamo via dalle nostre pelli tutte le paure inesistenti, le presenze deludenti… facciamo dei nostri occhi stelle cadenti, delle nostre  bocche rosse santità maldicenti!

Addio al luogo comune, al disperso bottone e alla lavanderia a gettone! Ciao ciao al nuovo Marco Porcio Catone… cacciato via dopo la sua ottennale maledizione!  

Non smettere… altrimenti comincio a riflettere… non voglio i sudici marciapiedi del buonsenso tornare a battere!

Addio alla finta morigerata e alla sua voce da messa cantata, alla sua vita recitata a perfezione da martire tormentata!

Addio alla bottiglia canaglia… tutti sanno sappiamo di chi è figlia, anche se preferiamo non sapere finché un accidente non ci piglia!

Addio a chi s’è voluto a forza sposare… ed ora - insonne - un estraneo nel letto solo con un bicchiere di latte e palate di tavor lo può sopportare!  

Addio a chi va ancora alla ricerca dell’oro, all’infamia che lo corrode e gli infiamma appendice e piloro!

Addio ai cacciatori e ai cacciati… alle donne a cui piacciono gli stronzi e gli amori tormentati. Addio ai colletti di rossetto macchiati, ai crini di cavallo sui cappotti trovati…. E nella galera “A VITA” delle ovvietà i tristi e distinti borghesi dalle segretarie ingrifati!

Rock Me Baby…. Rock Me Baby…  Rock Me Baby

Citazione

Discussione su YouTube - Rock Me Baby-BB KIng/Eric Clapton/Buddy Guy/Jim Vaughn
  

NON RIESCO A DIRE...

Come cambia lo sguardo trapassato dalla vita… in un istante senti come mai hai sentito, vedi come non hai mai visto. Un cammino che non vuole ritorno, mentre l’anima cresciuta d’un tratto scopre segni nuovi mai visti prima! Ti svegli e non hai più riferimenti, anche la tua mano poggiata sul letto ti sembra straniera. Ogni  cosa ti chiede con violenza di esser guardata fino a farti sanguinare gli occhi. Tutto ha un’insopportabile potenza. Hai fame, solo fame  e vorresti toccare anche ciò che non t’appartiene perché carico d’ogni mistero. Nulla è più ovvio e quotidiano: un bicchiere sporco di rossetto dimenticato la notte prima viaggia tra la tua bocca e tuoi occhi come un bacio mancato e uno sguardo perduto nell’indifferenza, uno in più… uno in più che avresti potuto donare e serbare… peccato mortale! Non basta mai e mai basterà… inesauribile! Sei sempre in debito con l’amore! c’è ancora chi chiude a chiave in un cassetto carezze, desideri e sensi per un investimento sicuro… così come una puttana riesce a nasconder cicatrici, tristezza e tempo per sembrar sempre eccitante per i clienti! Esci per strada e gli occhi hanno una sete infinita di grazie inaspettate, concesse da uno sguardo o un gesto di qualche sconosciuto, dalle pietre mute e fredde di qualche spazio sempre attraversato ma mai osservato, tutte presenze che inconsapevoli ti ingravidano lo sguardo! Anche il ricordo, nella sua lontananza, ti sfregia la coscienza con una lama nuova e lucente e gli occhi pieni di lacrime antiche iniziano a sorridere perchè scoprono una sorgente nuova! Tutto ti attrae e sembri un idiota mentre il cielo vuole farti credere al fango e ti schiaccia con la sua aria pesante e indifferente. Le bocche crespe dal freddo fumano di gelo e vorresti sfiorarle tutte con le dita, con gli occhi. Ma resti in silenzio violentato dalla bellezza, immobile, mentre tutto il mondo con  le sue urla ti chiama… ma tu hai solo due mani e due occhi e non puoi rispondere, non è nelle tue forze, nelle tue possibilità. Esausto e stanco, preso in giro e incantato da un mistero che non vuole risposte, ritorni ricco di ciò che non riesci neanche a pronunciare. Dopo questo viaggio non ti resta che cercare nuove braccia in cui sprofondare, nuovo occhi immensi e desiderosi dove versare tutta quella luce troppo sporca e banale per non essere ignorata da tutti. e che… ti ha accecato d’infinito

Citazione

Discussione su YouTube - Occhi Neri - Fiorella Mannoia
   


GIORNO DI NATALE?

Giorno di Natale, ma a che serve? Certi fedeli sono già stati alla messa di mezzanotte… ad osannare per un paio d’orette un bambino di coccio – perché credono solo a quello che vedono - e poi uscire e inveire contro il primo zingarello che chiede loro l’elemosina con la sua bella faccia  tosta e bruna… già segnata e livida, sfacciato e duro come il marmo!  Il giorno di Natale mica vale quanto la vigilia? È di riposo…  si sta in famiglia senza godere, a digerire  l’impossibile ingurgitato fino a poco prime sfiancati e annoiati, scalpitando frementi per un Santo Stefano al cinema tutti insieme. Ah quando arriva il meglio ce lo perdiamo perché nessuno ci avverte mai!   Così  è la vita degli adepti votati alla frustrazione… si stracciano il cuore solo a ricordare e rimpiangere! Sei in famiglia e vorresti essere alle Maldive… sei solo e vorresti l’amore, vai in vacanza in Messico e ti manca la famosa “atmosfera Natalizia”… sei con una persona e… un po’ senti il rimpianto di quando puttaneggiavi con gli amici in giro!  Vivono in differita come la voce di un film di terz’ordine: doppiata male, fuori fase… mal equilibrata. Sempre insoddisfatti e pronti a dare la colpa al mondo,  hanno la vita - per loro sempre troppo dura crudele -  in bocca, la morte tra le gambe e i tempi felici sempre dietro le spalle come un’inaspettata sodomizzazione!  Il 25 è già passato appena arrivata la mezzanotte… il 25 è già vecchio ci si deve dar da fare per un Capodanno indimenticabile! tanta voglia di godere e sentire e, paradossalmente, si danno così da fare a pensare da diventare insensibili all’istante presente.. il presente non conta! Serve, è necessario per sperare in meglio e godersela… ma non conta! E dopo il grande veglione? Mah.. bah! Qualcuno addirittura si fa prendere dalla tristezza – modello post coitale - e si fa un pianto nella sua camera d’albergo dopo essersi dato alla pazza gioia per tutta la notte! Ti sballi, cerchi di sfiancarti di trenini e balli latino americani e bicchierate di carta con  spumante Tosti… e poi? Il vuoto, il nulla… neanche un “cannone”, di quelli fatti con roba veramente buona, fa questo effetto!

Ed io intanto… a tutti loro, indifferente, cerco solo d’amare….

Discussione su YouTube - A Walk On The Wild Side
     




AUGURI ANOMALI... MA SOLO IN APPARENZA SURREALI!

Ah per un attimo torno bambino… come quando davanti ai nonni e a tutta la famiglia riunita recitavo la letterina di Natale. Ora con la mente salgo su quella sedia intrecciata di vimini che non c’è più e ne recito una mia, tutta mia… ahimé non c’è più la maestrina che me la faceva imparare a memoria, quindi devo sforzarmi… ma cosa potrei dire?

Auguri a tutti, a tutti nessuno escluso.

Tanti auguri a quella bricconcella della figlia del dottore che, con tre civette, fa un’ammucchiata, un po’ scomoda, sul comò!

Auguri al dentista del “Caval Donato”!

Auguri a chi dice di parlare sempre a “cuore  aperto” senza esser ricoverato in un reparto di cardiochirurgia

Auguri a chi dice sempre di sentirsi messo “alla berlina”… anche se - in realtà - la sfanga sempre  “alla chetichella” - pur facendo credere di agire alla “garibaldina” - e mai paga i suoi conti… anche quando si fa “alla romana”!

Tanti auguri  “all’amico del giaguaro”, anche se nessuno gli ha mai detto che frequenta brutte compagnie!

Auguri a chi si convince e vuol convincerci d’aver sempre detto la verità, anche se cerca di far passare una sola fetta di dolce per la torta intera!

Auguri a chi vuol sempre attaccar bottone e poi è costretto ad attaccarsi al tram!

Auguri a chi “nel cuor della tempesta” “piscia controvento!”

Auguri a chi ha il “dente avvelenato” e “il pelo sullo stomaco”  e non decide di farsi vedere da un dottore!

Auguri a chi batte la fiacca ma bussa sempre cassa e, appena esige, batte in ritirata!

Auguri a chi cammina sempre sulle uova facendo incazzare la galline… e poi dice stupito: “la frittata è fatta”!

Auguri a chi fa tanta carità pelosa e dice d’avere un enorme capitale morale, ma, siccome non è fesso,  lo conserva stretto stretto alle isole Cayman!

Auguri a chi non ha né arte e né parte… ma può sempre andare da Maria de Filippi!

Auguri a Gasparri che da la colpa alla sinistra anche se gli si rompe il galleggiante del cesso.

Auguri a chi vive alla Carlona e crede di valere un Perù!

Auguri a chi ha chiuso la stalla dopo che sono scappati i buoi… ed ora, per colpa sua, Giuliano Ferrara dirige un giornale!

Auguri a chi dice: “Ne ho visto passare di acqua sotto i ponti!”… beato lui che non ha un cazzo da fare!

Auguri a chi afferma: “costi quel che costi!”, vuol dire che il passaggio all’euro non l’ha rovinato!

Auguri a chi dice: “Dai e Dai” e non tromba mai!

Auguri a chi ha fatto il suo “bel colpo di testa” e t’avverte, già pieno di rimpianto, sotto le feste con la sola intenzione di farti passare un Natale di merda, e s’incazza pure… perché non c’è riuscito!

Auguri a chi non si farà neanche vivo per Natale perché ora dice: “A che serve?” Ma, quando ha voluto, ha avuto sempre la faccia di bronzo di presentarsi davanti tutte le volte che ha voluto per fare indigestione dei nostri sentimenti e poi, sfamato… ha lasciato un bel tatuaggio a forma di due di picche sul nostro cuore! A proposito di carte da gioco… per sua fortuna ora lo trova inutile, altrimenti gli farei un mazzo così!

Auguri a chi crede di esser l’anima della festa pur facendo il guardiano del cimitero!

Auguri a chi fa l’avvocato del diavolo… perché, nonostante tutto, fa un lavoro più onesto di quello di Taormina!

Auguri a chi recita la parte del “frutto proibito” senza sapere di essere una “pera cotta!”

Auguri a chi crede che l’indomabile amata sia una splendida gatta da pelare… e poi  scopre di pettinare una gatta morta!

Auguri a chi crede che il suo uomo sia più maturo e irraggiungibile…e  poi scopre che si fa la segretaria mentre ha le brache tristemente scese, senza neanche togliersi le scarpe con su dei calzini smollati ad altezza “bassa caviglia!”

Auguri a chi si rovina giocando ai cavalli e poeticamente punta sempre sulla stessa tris: “Soldatino, King e Dartagnan!”

Auguri a chi dice che a Natale bisogna esser più buoni… perchè in un modo deve redimere il fatto che per tutto il resto dell’anno è un pezzo di merda!

Auguri al dolce bambin Gesù… l’unico che può veramente dire: “Sono caduto dalle stelle alle stalle!”

Auguri ai Re Magi, che sperano che Maroni si distragga… altrimenti col cazzo possono portare oro, incenso e mirra senza permesso di soggiorno!  

 

Ed, infine – perché il dolce viene alla fine -, auguri a tutti voi… e grazie per tutta la vostra vicinanza ed amicizia.

Auguri a tutti voi, nessuno escluso per questo tempo condiviso insieme davanti a questa finestra di pixel affacciata su un mondo nuovo.

Auguri per ogni istante delle vostre vite che ho avuto l’onore di poter solo sfiorare senza mai, ahimé, conoscere.

Auguri per tutta la luce che serbate nel cuore e che non potrò, per mia sfortuna, vedere.

Grazie.

Discussione su YouTube - first circle [pat metheny]
  

E' ARRIVATO IL MOMENTO!

Non riesco a mettere due parole in fila ma è arrivato il momento. Il punto è questo… non sono né stanco, né depresso, disincantato pieno di immaginazione si, ma né stanco né triste e, tantomeno, depresso. E questo non è un sunto di fine anno, solo una coincidenza, una splendida coincidenza.  Il momento è arrivato, il momento di fare spallucce, togliersi gli occhiali da sole dopo la sbronza e guardare, infastidito a morte, la luce. So che Dio esiste perché sono stato, anche inconsapevolmente, un miracolato! eh già! Il Boss non mi ha mai fatto un brutto scherzo, niente botte secche e delusioni improvvise, ha avuto la delicatezza di farmi veder marcire a poco a poco le cose e le parole più belle, le promesse più stringenti! mi ha fatto vedere come tutto col tempo prende una piega inaspettata… come una persona onesta può diventare un assassino, come un sognatore può arrivare ad attaccarsi al futile come una perla all’ostrica, come una che pensava di farsi suora può arrivare, talmente disillusa e vecchia prima del tempo, a sentirsi una puttana – anche se a te non lo verrà mai a dire, ma lo senti a pelle -, e come un’anima pulita e troppo delicata, per questo mondo di merda, desidera sparire e non esser mai venuta al mondo fino ad arrivare a spararsi un colpo in testa. Ma  – la salma di Leibniz mi perdoni - questo mondo non è il migliore tra i mondi possibili, è il solo che abbiamo! e mentre il sangue ancora scorre, gira e gira… non ride e non piange, gira e basta! Certo questo mio miracolo per alcuni potrà sembrare la sottile e sadica tortura di un padreterno che con il pollice e l’indice ci schiaccia il cervello fino a farcelo esplodere! Beh, ognuno pensi quel che vuole. Per me è un miracolo… niente strattoni improvvisi ma lente ed inesorabili consapevolezze, niente tormentate delusioni, ma delicate prese di coscienza dei miei errori di valutazione, il lento rivelarsi di gente che credevo di conoscere – e che solo con questo costante miracolo del tempo ho compreso davvero -, di situazioni in cui avevo riposto improbabili speranze. Tutto questo mi ha dato modo di soffrire il giusto, di versare il numero dovuto di lacrime, forse qualcuna in più per chi non meritava… ma sono un generoso! È arrivato il momento di non sentire più pesi, il momento in cui posso guardarmi indietro e sapere con precisione cosa e chi tenere stretto e cosa e chi mandare a fanculo!

Citazione

Discussione su YouTube - Californication - Rocket Man
  

ANIME DEI MIEI MORTI!

Giorni inutili, sempre identici… incontri? Si, incontri… qualcuno, qualcosa di tanto in tanto. Tutto sempre uguale e sogni che si consumano ogni giorno di più nelle loro buste di cellofan immacolate, sono rimasti lì senza mai esser estati aperti. Così ti hanno insegnato a vivere la vita: spera tanto, guarda in alto… ma alla fine accontentati. Giorni uguali con qualche svolta improvvisa.. e poi? E poi ti ritrovi in un angolo che a prima vista sembrava un eden sterminato.  Così vi dicono, ci dicono! Ah belle donne! tutte uguali, con seni duri come travertini, fissi e marmorei… niente li sposta! ma sentono davvero qualcosa quando li stringi? Me lo chiedo ogni volta. Vogliono restar giovani e temono di invecchiare ancor prima di crescere, questo è quello che ci ripetono fino alla nausea… correre ai ripari prima che inizi la battaglia del tempo, muoversi muoversi! Chiappe sode come i paraurti di una Ritmo? Stardandizzate! Seno terza abbondante per favore! Stardandizzato… addomi tesi come le pelli dei somari, buoni per farci tamburi ma non per addormentarcisi sopra e sognare… bocche che hanno la consistenza della testa di una Barbie senza capelli. Noia, tristezza, sembra di far l’amore con una catena di montaggio… pezzi uguali piantati in cervelli uguali che hanno sempre la stessa frase iniziale, un incipit standard: “io non sono come le altre, io sono solare… amo stare con gli altri, amo la bella compagnia e le persone sincere!” Chiedi loro un difetto? Cerchi di capire, cerchi almeno uno sputo d’anima, e loro ti rispondono con un complimento capovolto: “vedi… c’è una cosa di me che odio… sono troppo buona e la gente se ne approfitta! Alle volte do tutta me stessa e poi resto fregata, e non imparo mai a pensare a ciò che è davvero importante per me!” Oddio! Anime dei miei morti…  sorridete e mi compiangete, mi prendete in giro e provate dispiacere per il mio esser capitato in questo mondo di plastica con uno strato di pelle tirata su fino allo stremo! Accendo una sigaretta e ti guardo… bella si, troppo bella – bella fino alla noia!- e mentre ti vesti mi parli delle tue giornate piene di cazzate: di shopping selvaggio, di lingerie irresistibile, dei massacri in palestra e della ceretta alla brasiliana… e non me frega nulla! neanche ti ascolto, sorrido, ma non ti prendo in giro mio bel manichino dal disco rotto… no! Penso che tra duecento anni quando ci disseppelliranno di me non resterà nulla… polvere, ma di te? No! di te troveranno quattro bei pezzi di plastica: due all’altezza delle tette e due a quella del culo, forse con un bel numero di serie sopra ed un perentorio “made in Taiwan”, e chi sa cos’altro ancora. Sarai eterna senza mai esser stata vera, pezzi di te resisteranno perché faticosamente biodegradabili… presente fino all’apocalisse senza mai esser stata vera!

 

Discussione su YouTube - E allora Mambo - Vinicio Capossela
  

L'ESILIO DELLE NOSTRE LABBRA

Chiedi ancora cosa si sente in un bacio? Tu sai e io ricordo quale mirabile fatica era l’incontro delle nostre labbra. Chiedi ancora? Vuoi ancora sapere cosa si riesce a vedere mentre gli occhi restano chiusi? Ancora ricordi quanto questa realtà indossasse la veste deliziosa e ingannatrice del sogno? La bocche non bruciavano di solo piacere, né si intiepidivano di semplice tenerezza. Sei sempre curiosa e mai sazia di sapere? Chiedi ancora: “raccontami un bacio e non smettere di raccontare anche se ripetessi all’infinito sempre le stesse parole”. Stanchi e mai sazi di un solo bacio sospiravamo con gli sguardi ancora accecati da una luce tutta loro, fino ad arrivare sfiorare esausti con la bocca il volto e la fronte, ed infine perderci in un universo scritto solo con i nostri nomi segreti. Un mondo di cui eravamo tanto creatori quanto semplici  ospiti, una verità solo nostra che per quanto tentassimo di strappare ad ogni incontro e trattenere restava incastonata agli angoli delle nostre labbra, una parola infinita da pronunciare solo patendo e pagando questo splendido dazio.  Quanto può far paura questa realtà che “si tocca e si sente “ ma che non può essere espressa se non balbettando parole inadeguate. Le parole servono a dare un significato… ma che significato possiamo dare all’origine di tutti i significati? Assurdo eh? Non esiste una parola che ci faccia sentire e toccare la parola. Avevamo solo la povertà delle nostre labbra che in silenzio pronunciavano ciò che noi stessi non sapevamo di creare. E questa creazione di cui potevamo essere solo ospiti mai più prenderà forma.  L’esilio delle nostre labbra ha sancito per sempre la scomparsa di quel mondo… ed io. mai come adesso prego, affinché Dio non esista, perché se esistesse non mancherà di chieder conto di questa morte.  

 

Godiamoci la vita, o Lesbia mia, e i piaceri d’amore;
a tutti i rimproveri dei vecchi, moralisti anche troppo,
non diamo il valore di una lira.
Il sole sì che tramonta e risorge;
noi, quando è tramontata la luce breve della vita,
dobbiamo dormire una sola interminabile notte.
Dammi mille baci e poi cento,
poi altri mille e poi altri cento,
e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
altereremo i conti o per non tirare il bilancio
o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
quando sappia l’ammontare dei baci.
 


Talking about YouTube - Ben Harper - More than sorry
  

BUSH PRESO A SCARPATE DA GIORNALISTA IRACHENO

Povero Bush, non deve essere stata una buona idea recarsi a Baghdad per uno dei suoi ultimi viaggi ufficiali da Presidente. L’occasione era la firma di un accordo che prevede il ritiro delle truppe americane dall’Iraq entro il 2011, ma qualcuno non ha gradito la visita inattesa ed ha mostrato le proprie perplessità. Come? Lanciando le scarpe una dopo l’altra all’indirizzo del Presidente durante la conferenza stampa. Il responsabile del gesto è un giornalista che lavora per una tv anti-americana che, mentre mirava alla faccia di Bush, urlava frasi del tipo :

E’ il bacio dell’addio, specie di un cane. Questo è per gli orfani che hai fatto uccidere in Iraq!
FONTE: http://www.starlettime.com/flash-news/bush-preso-a-scarpate/

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Discussione su YouTube - BUSH PRESO A SCARPATE DA GIORNALISTA IRACHENO(INTEGRALE!)-BUSH ATTACKED ...
  

L'AMORE E' UNA GIGANTE!

Non credete mai alle parole dei disperati, degli sciocchi che vi raccontano di amori travolgenti e tristi, di passioni incontenibili dove il cuore si sporca col pentimento. Dove la saliva dei baci ha il sapore del fango. Davanti a queste persone pregate per non credere, scorticatevi le ginocchia in genuflessioni e pregate, pregate per non aver fede. Lasciateli piangere per ciò che non hanno potuto “avere” - perché per loro solo avere conta - e non sprecate parole per far capire loro che l’amore  chiama a raccolta tutte le nostre lacrime solo quando trabocca e le povere forze che abbiamo non  reggono. Siamo solo uomini, con quale presunzione pensiamo di poter comprendere ciò che per natura è più grande di noi?

L’amore è una gigante, una femmina colossale, nuda e sinuosa, fredda e calda, tenera e distratta. E se questa gigante ci abbraccia e ci soffoca in realtà non lo vuole, vuole solo stringerci, e non sa - neanche immagina - di poter far male. Non fatele domande perché vi dirà sempre di sì. Se la chiami cielo dirà si, se la chiami inferno farà altrettanto. Tutti i nomi sono suoi: battezzala ricordo e ti darà memoria, consacrala oblio e avrai dimenticanza. Se hai dentro solo rabbia e le darai della puttana lei non si offenderà, aprirà la sue cosce enormi, lisce e affusolate ma mai ti concederà credito. Se l’abbandoni lei non mostrerà rimpianto pur non girando mai le spalle. Sorride come una stupida e dice sempre si anche se le accendi roghi intorno per bruciarla come una strega. Ma non avrà mai addosso alcun segno, né scottature, né cicatrici. Neanche un graffio sul suo corpo bianco e morbido. Ci fa credere di essere i suoi padroni ma nulla la tocca, sembra esser con noi in ogni istante, solo per noi, ma ha sempre l’aria distratta e sorridente e  se, ormai aridi, scappiamo dalla sua ingombrante presenza non sentirà per nulla la nostra mancanza: alza gli occhi al cielo e con un dito lo tocca senza curarsi della nostra assenza. Vive senza che nessuno l’abbia mai messa al mondo, respira anche nell’indifferenza, giocherà e sorriderà anche alla fine del mondo. E quando la morta coscienza ci impoverirà, lei d’improvviso inizierà a sgorgare con tutta la forza della sua indifferenza. C’è quando non la vogliamo… la sua potenza è invadente, patetica. La gigante è una cagna che ci guarda sempre in faccia e, come se niente fosse, d’un tratto gira lo sguardo. È vogliosa nell’impotenza, feroce quando vogliamo tenerezza. Per la sua mole è un fastidio, ma cerchiamo sempre le sue braccia enormi, ci addormentiamo sul suo seno ogni notte, ci accarezza ma ha sempre lo sguardo distratto. Decidiamo in suo nome credendo che si asservirà alle nostre conclusioni ma lei decide tutto da sola, anche per noi… Ci sorriderà sempre e ci dirà sempre di si, ma è inutile allacciare catene alle sue caviglie, le spezzerà e farà sempre quello che vuole. La sua nudità non vuole pendagli, collane, da nessuno vuole esser vestita. Solo se la chiami tristezza questa zingara ti scorticherà le mani che legge fino a farti piangere, solo se la chiami indifferenza ti lascerà solo.  

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Discussione su YouTube - LA DONNA CANNONE
  

BUONGIORNO IDIOTA!

  - Buongiorno idiota!

Oddio cos’è tutto sto sole? Ma ieri non stava venendo giù l’apocalisse?

-Si, ma oggi è una bellissima giornata.

Cerchi sempre la luce e quando  arriva non sei mai preparato! Cazzo è sempre così!

- Ma dove sei stato? Ti cercano tutti, e poi perché non ti porti appresso mai il telefono?

Ah, Din Din Din! domanda sbagliata alla persona sbagliata! Devi chiedere a quelli che portano sempre il cellulare perché abbandonano le loro anime insieme alla polvere che nascondono sotto i loro bei tappeti. Poi tutti sapevano che non sarei tornato. E poi il telefonino ce l’ho… è chiuso! E non t’incazzare, adesso lo accendo!

- Almeno dici dove vai?  

Ma se non ricordo neanche io dove sono stato? A dire il vero non so neanche come sono arrivato da te! mica ho guidato?

- No, a proposito dove hai lasciato la macchina?

È plausibile che sia nello stesso posto dove non ricordo di esser stato!

- Almeno sai come sei venuto qui?

Oddio, e dammi tregua! Dammi tempo… pian pianino mi verrà!

- Non ricordi nemmeno cos’hai combinato?

Per adesso no, e spero che di non ricordare… Beh, se qualche marito tradito un giorno cercherà di finirmi a colpi di corna, o se fra qualche anno  una sconosciuta si presenterà con un bambino che mi chiamerà papà, forse riusciremo a ricostruire l’accaduto. Perciò, meglio rimuovere!

- Hai bevuto così tanto da aver fatto danni e neanche ricordarlo?

Ho troppa coscienza per far danni da sobrio, lo sai! Perciò lascia il bagno libero per un paio d’ore… credo che il surplus d’anima andrò a buttarlo nel cesso!

- Non ti vedevo così da… no, così mai! Devo preoccuparmi?

E dai! Si, sto un po’ una merda… ma non togliermi proprio questa che è la parte più divertente. Poi passa! Ci sei passato pure tu, no?

- Si ma io ho sempre ricordato dove parcheggiavo!

Non ho mai bevuto pesante e sai che, tranne una birretta con la pizza che è la morte sua, non bevo … per questo adesso ho perso la memoria a breve termine! E, purtroppo, so che mi tornerà, e quando questa maledetta tornerà.. baam! Di botto la realtà. E sai cos’è la realtà? Aspè che te lo dico… lo leggo adesso sul display, beccati questa “pirla di saggezza”: la realtà è quella cosa che prima o poi verrà sempre preferita ai sogni, anche quelli più belli, perché la puoi toccare e sentire! Uau che profondità! Uno stopposo e triste panegirico solo per dire che, alla fin della fiera, è meglio mangiare quel che passa il convento! Passami le sigarette che mi servono per sopportare questa stronzata!

- Ho capito, devi ancora smaltire… non ricordi davvero niente?

No, una cosa me la ricordo, appena arrivato, verso le due, ero stranamente lucido, ho acceso il tuo pc ed ho scritto una mail, è la sola cosa che ricordo!

_- Ok, ne abbiamo passate tante, e tante volte tu mi sei stato vicino… ora tocca a me! Oggi riposa… poi andiamo a cercare la macchina!

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Discussione su YouTube - Non è l'amore che va via - Vinicio Capossela
  

IO L'ADORO

 LUCIANA FOR PRESIDENT!

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Discussione su YouTube - Luciana Littizzetto: la iolanda furiosa
  

UNA VOLTA PER TUTTE... LO FACCIO CAPIRE. SONO VACCINATO PER LE DELUSIONI!

 Allora… noi uomini siamo dei pirla! è inutile che mie coetanee, o appartenenti alla mia generazione, cerchino l’uomo più maturo, perché anche sul nostro certificato di morte - fra cent’anni - ci sarà sempre scritto “ancora pirla”! Ma chi insegue chimere, per poi piangersi addosso, non mi interessa. Noi uomini facciamo cazzate! è assodato, ne facciamo tante. E devo ammettere che le donne ne fan di meno. Adoro le donne, quelle che han le idee chiare - e ne conosco! che Dio le benedica sempre! - sanno essere amanti, mogli, madri, vere donne, lavoratrici; au contraire,  quelle confuse, e matematicamente sono quelle che verranno a rompere le palle a te, sono amanti al  lavoro, madri coi mariti e “vere donne” solo quando sono a letto e sognano. Però c’è da dire che quando commettono degli errori sono davvero delle minchiate enormi, delle cazzate apocalittiche,  cose che le rovineranno per buona parte dei loro giorni! Perché spesso loro reagiscono con cannonate quando le tirano palline di carta, esagerano nelle vendette dettate dai loro rancori. Il loro orgoglio le spinge a fare delle puttanate esagerate! Prima eravamo noi a partire per la Legione Straniera quando vivevamo una delusione, ora sono loro che sono capaci partire volontarie e offrire il proprio corpo per ripopolare i Macachi  dalle chiappe glabre della Tanzania!  Ma è mai possibile che con la parità dei sessi alcune donne abbiano preso per buone solo le nostre minchiate storiche? Le boiate sono come i debiti: minchiate grandi… alti debiti a interesse variabile con conseguente aumento del costo del denaro. Piccole cazzate? Piccole rate a interessi zero! È così… non si scappa! nella vita le cazzate prima o poi si pagano, se proprio sono inevitabili, cerchiamo almeno di non fare il passo più lungo della gamba! Echecazzo! Poi si rifanno vive… di certo per farti capire che non ti amano più, ma anche perché sono un po’ “carognette” e devono farsi risentire solo per rigirare il coltello nella piaga, perché devono avere l’ultima parola, e questa parola deve essere un colpo definitivo, pieno di atroci sofferenze, e… MORTALE!  Perciò ti sparano all’improvviso, quando non le senti da un pezzo - per inciso, sempre sotto feste comandate, per farti digerire meglio, chi sà perchè! - cose del tipo: “Sai, all’improvviso ho fatto un colpo di testa, mi sono sposata!” “Oppure: “parto per la Nuova Guinea e non torno più…!”. La loro ultima parola è quella devastante... ma per loro… mica per me? Io certo non sono d’acciaio ci posso soffrire per un po’… mi rattristo, guido tutta la notte per non pensare, mi ubriaco casomai, o vado in una rispettosa casa d’appuntamenti dove le mignotte non sono sfruttate, fanno quel mestiere per libera scelta! ma finisce lì, io passo… lascio la mano, mi rassegno! Ma i vostri colpi di testa? Quelli restano. Vi ritrovate in Nuova Guinea senza arte e né parte per poi fare le stesse cose che facevate qui, e, casomai, con la coda tra le gambe ritornare senza aver concluso nulla. Ah già! però avete fatto esperienza… che stupido! che straordinaria esperienza: Ah tesoro mio! perché devo infilarmi una ramazza tra le chiappe per sapere come spazzola una  scopa elettrica? In fondo hai voluto darmi il colpo di grazia, ma gira che ti rigira non sono io quello che ha la TONKITA su per il colon! Non sono io che di punto in bianco, dopo il colpo di testa, dopo che d’improvviso ho deciso di sposarmi, dopo la sobria cerimonia e l’incantevole e indimenticabile viaggio di nozze, scopro che la mia vita è esattamente uguale a prima. Con la sola piccola, ma non trascurabile, differenza di ritrovarmi un perfetto estraneo per casa, che ogni sacrosanto giorno della nostra vita si sveglia col suo bel pigiama Irge in acrilico che distribuisce 2000 volt di elettricità statica anche sui peli del cane… e che si gratta sistematicamente ogni mattina il culo per rendersi conto di esser DESTO E NON SOGNO (PRAFRASANDO TOTO’)! Ma tanto voi lo avete fatto per amore! No? Infatti come recitava la vecchia canzoncina? “Irge il pigiama lo mette chi si ama!” Io non sono poi tanto sicuro che il gioco vale la candela, che in fondo sono io quello che ne soffrirà per il resto dei suoi giorni. Mi sbatto per un po’… certo, mica sono Nembo Kid? ma non mi rovino la vita per farla pagare agli altri. Il rancore lo sfogo sul momento, forse anche essendo sboccato, ma mai lo metto in pratica in forma di vendetta, perché so che me ne pentirei! Ah, facciamo un piccolo sunto delle mie delusioni: illo tempore ne ho passate tante a livello sentimentale: sono stato tradito, a volte – credetimi - con perfette teste di cazzo – tirate a lucido casomai... ma proprio delle teste di cazzo, giusto per guarnire meglio di letame la mia già poca autostima di allora.  Sono stato preso in giro, umiliato con falsità che miravano volutamente sui miei punti più deboli e mi sono state dette cazzate inverosimili… l’unica che mi manca credo sia solo questa: “scusami io vorrei stare con te ma tra un quarto d’ora passerà un’astronave che mi riporterà sul mio pianeta”. Mi è stato detto durante un periodo di mia depressione dalla persona che diceva di amarmi: "La depressione te la sei fatta venire, e poi non voglio stare con un uomo che ha problemi mentali!” E dopo esperienze del genere davvero alcune donne credono ancora di potermi ferire? Ah… ma queste sono solo le “ciliegine sulle torte”… niente di più. Se dopo tutti questi "dolciumi" che ho preso in faccia e che ho dovuto digerire, non mi è salito il colesterolo a livelli astronomici e non mi è venuto un infarto gastrico, anzi ne sono uscito indenne… come volete pretendere che siano proprio queste piccole ciliegine sulla torte a darmi il colpo finale? Prima avevo bisogno di risollevarmi di volta in volta… ora resto in piedi comunque!


Nulla è meglio di questa canzone per tirarmi su.... mi riporta sempre alle idee chiare nei momenti di confusione!

Discussione su YouTube - Paolo Conte - La donna d'inverno
    



OGNI COSA MI SUSSURRA: NON C'E' PIU', NON C'E' PIU'

Le cose non vanno mai come vorremmo… beh, quasi mai. Ed io sono qui a ricordarti, a tenere stretto tutto ciò che ho di te, compresi i sogni, forse solo quelli. Tutto mi dice che non ci sei più, tutto mi parla della tua inevitabile assenza. Tutte le cose che ho intorno parlano una lingua lontana, ed io mi sono estraniato per ascoltare il suono della parola fine. Il freddo mi graffia, mi gioca intorno come un demonio che vuole strapparmi un cinico e dissacratorio sorriso, ma io non provo più niente. Sono come un moribondo che non sente più nulla se non l’imminenza della morte. Tutto qui mi dice: “non c’è più, non c’è più!” Ed ogni sussurro è una taglio! questo è il vero gelo che mi strappa a morsi pezzi d’anima; ma non riuscirà mai a toccare con i suoi denti marci quello che ti appartiene, quello è tuo, lo terrai sempre con te! Che sia un peso per la tua bocca ,che non toccherò  mai più , o un tesoro da serbare nel segreto della tua di anima non mi riguarda, perché ogni cosa - compresi i sogni - ora mi sussurra: “Non c’è più, Non c’è più!”

 

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Discussione su YouTube - ti lascio una canzone
    



IL MIO PRESENTE

Non parlo mai di te, mai… così come non parlo mai del mio presente, semplicemente perchè è ancora da scrivere. Esso resta tra sospeso tra la pagina bianca, la mia bocca e la mia mente come qualcosa che ancora piega il cuore. Si cita ciò che è già stato scritto, si gioca con ciò che ti resta dentro come una cicatrice ormai rimarginata; la si tocca e sorridendo si dice: “questa è la ferita di una caduta che mi procurai come un idiota!” Possiamo imparare a memoria solo ciò che è stato messo bianco su nero; anche se il buon lettore non si accontenta delle evidenze… ma percorre gli spazi, le pause, i tempi per trovare qualcosa in più. Ma anche questo lo si può fare solo con ciò che è stato già scritto. Lascio fare a chi crede, con presunzione, di essere  ancora presente e urla istericamente di essere un capitolo chiuso, e non sa - neanche immagina - che il libro della mia anima è solo mio e che posso riprendere dai segni che ho lasciato senza per questo soffrire ancora. Non ha la minima idea che io leggo e rileggo fino allo stremo i libri, che vedo e rivedo - più e più volte - le pagine… le frasi che mi interessano. Poi gli altri pensino ciò che vogliono - in fondo è un mondo libero e se credono ancora di fare “sentita eco” dal passato, perché deluderli? Le sicurezze, le presunzioni e i pensieri degli altri non sono di mia pertinenza, per quanto possa essere un libro interesente, non crederanno mai, nella loro boria, che, in fondo, non è l’Iliade. Sai cosa penso dei poeti, soprattutto per me che non riuscirò mai ad esserlo? Ne ho conosciuto qualcuno, e mi rianimo e rinasco ad ogni felice incontro di poeti che questa vita mi consente. Sai di cosa sono convinto, no? Che c’è più bisogno di poesia proprio  quando il mondo sembra non averne la necessità, proprio quando ha la presunzione di poterne fare a meno. Ecco, questo è ciò che accade in questo momento, ed è questa la mia grazia… poterne conoscere proprio adesso, proprio in questo istante in cui siamo convinti che la poesia sia un appendice non necessaria, un sovrappiù delicato che, al massimo, allieta i momenti di riposo; come un cane che scodinzola felice e ci porta le pantofole dopo che noi – uomini seri, appartenenti al mondo della praticità -  abbiamo fatto “cose importanti” , “utili” e “pratiche”, solo per avere una distratta carezza.  Eppure tutto il mondo quando cerca parole impossibili, quando cerca di descrivere la parte più profonda e sentita della propria anima si affida ad un verso, alle parole di una canzone, al delicato succedersi delle note di una musica. Poveri loro! smentiscono in modo così evidente la loro presunzione, anche se non se ne renderanno mai conto. Cercheranno sempre versi quando vorranno mostrare gli angoli più segreti e incomunicabili del loro sentire… ma, appena qualcuno parlerà loro della poesia diranno sempre che “hanno cose più importanti a cui pensare”.

Ecco cosa sei tu, cos’è il mio presente: un sentire che, per la sua grandezza, non ha ancora trovato un verso, delle note che lo possa far comprendere… questo è il mio presente… una poesia ancora da scrivere.

   

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Discussione su YouTube - Claudio Baglioni - Amori in corso - www.saltasullavita.com
   


NON AVRAI MAI RAGIONE!

  Ermeneutica… che parolone; è una disciplina che, ufficialmente, fonda le sue radici negli studi biblici e che, dopo, è passata tra le mani della filosofia. Oggi, in cui tutto per esser vendibile e diffuso deve esser dozzinale, questa parola è abusata e violentata, ha abbandonato qualsiasi ruolo intellettuale ed è passata nelle mani di persone che a stento ne conoscono il significato, utilizzandola per partorire le interpretazioni più inverosimili e malsane. Io, essendo più terra terra, ritengo che questa disciplina sia nata con un certo tipo di donna, quel tipo di donna che non può per costituzione ammettere di aver torto, no… non può, c’è l’ha nel DNA, preferisce casomai sguazzare nel ridicolo ma non può aver torto. Questo tipo di donna non dà mai soddisfazioni, deve avere sempre una parola in più e se non ci riesce… la patata bollente deve passare a te con questa perentoria frase: “sai che ti dico? Non me ne importa nulla di quel che dici… pensala come vuoi!” Ecco! questa frase è, in fondo,il massimo ottenibile di ammissione di responsabilità che si può ottenere da questi soggetti… le colonne d’Ercole che segnano i confini delle loro ammissioni!  Bisogna dire però che tutto questo ha un processo e una genesi che passa per varie fasi, fasi che sviluppano all’interno di una discussione accalorata che pian piano si trasformerà in litigio:

la prima fase è quella della negazione. Mi spiego meglio: state discutendo, iniziate ad interagire con una certa foga, nonché partecipazione, lei accusa l’uomo di un determinato comportamento negativo. L’uomo allora scava nel passato insieme e coglie nei suoi ricordi un comportamento simile che la donna ha avuto in passato – comportamento per il quale, inutile dirlo, lui, illo tempore, non ha dato il benché minimo peso - allora l’uomo che fa? Glielo ricorda, e lo fa semplicemente per far capire a lei che sono simili, che tutti possono sbagliare, o che tutti possono comportarsi in un determinato modo poco appropriato senza per questo esser condannati senza appello ad un martirio infinito di zebedei. E lei cosa fa nel momento in cui le viene ricordata questa circostanza? Cade in amnesia retrograda! Ti dice in modo quasi schifato: NON E’ VERO! NON INVENTARTI LE COSE SOLO PER USCIRNE PULITO! Forse è vero che lei non ricorda… concediamole il beneficio del dubbio – io non ci credo perché loro riescono a ricordare anche le guerre puniche quando si tratta dei fatti loro -, allora l’uomo che fa? Circostanzia meglio, inizia a descrivere tutti particolari, il posto, il periodo, cosa si stavano accingendo a fare, insomma cerca di riportare lei con la mente nei luoghi del fatto per farle ritornare la memoria. A quel punto lei barcolla… sì! tentenna! la vedi altezzosa come sempre ma perplessa; sta con gli occhi aperti e li fa girare a vuoto, prende tempo… fa una pausa di silenzio e poi imperterrita dice con aria ancora più indifferente e scocciata: NON RICORDO! A quel punto la giugulare del maschietto balla la rumba e le vene delle tempie, manco a dirlo, vanno a tempo; ma lui non sa, è troppo incazzato per capire, che ha fatto breccia in quel muro di negazione, lui ancora non sa che quel “non ricordo” è il primo passo verso l’abisso del litigio. Allora che fa? Insiste… precisa meglio, con maggior dovizia di particolari ricorda il posto e il luogo, cosa era successo, addirittura, come me - che come tutti gli idioti ho una memoria impressionante -, arriva quasi a dirle la data e l’ora comprese le condizioni meteorologiche e se c’era nebbia in Val Padana – beh, lì si va sul sicuro, anche ad agosto c’è nebbia in Val Padana è l’uscita di Barberino sul Mugello è chiusa per lavori. Lei a quel punto si sente messa alle strette, ma non vuol dare soddisfazioni… no! A costo di farsi venire per lo stress un’alopecia fulminante che le fa cascare i capelli a ciocche in quell’istante, lei deve aver ragione! Ecco che scatta la fase due, e cioè: il passaggio della patata bollente all’uomo. La discussione cambia d’improvviso, non si parla più di quello che è successo, ora è lei che ti dice: “VEDI? NON SI PUO’ DISCUTRERE CHE SUBITO METTI IN MEZZO IL PASSATO PER RINFACCIARE. SOLO QUESTO SDAI FARE, RINFACCI! IL TUO E’ UN ATTEGGIAMENTO POCO MATURO! A quel punto la musica cambia per l’uomo, vene e arterie non pulsano più al ritmo di rumba, bensì a quello dei Metallica… gli viene uno strano tic all’occhio destro che apre e chiude la palpebra nervosamente per i cazzi suoi…! Lui le ripete che non era per rinfacciare, ma solo per farle capire che tutti possono sbagliare, lui non nega di aver sbagliato, ma che può capitare a tutti, anche a lei, di sbagliare senza farne una questione di stato. Ma lui insiste… perché ha capito che lei ricorda anche se non  lo vuole ammettere… e quindi continua il suo esempio sul caso passato. Lei nel frattempo si fa ancora più stizzosa ed indifferente, e chiude la discussione con la fase tre, che può esser definita: la fase “Non hai capito niente la mia è tutta un’altra cosa!” Infatti mette la parola fine con questa affermazione: IO NON RICORDO SE QUELLO CHE DICI E’ SUCCESSO… MA SE IO HO DETTO O FATTO QUESTO TU NON HAI CAPITO NIENTE, PERCHE’ DI CERTO LE MIE INTENZIONI ERANO DIVERSE DA COME TU LE HAI INTERPRETATE! QUINDI PENSALA COME TI PARE!

Ecco! questo è il massimo della ragione che si può ottenere da queste persone. In fondo a nulla è servito perché tutto resta non detto, resta sommerso, mai si arriva ad un chiarimento, solo per orgoglio, la causa peggiore. Anche se il messaggio che resta in sordina - e loro lo sanno, non lo ammetteranno mai, ma lo sanno – è questo: “in fondo io so che tu sai che io so!” Ma a poco serve, all’uomo non rimane che prendersela in saccoccia, pur non avendo tutti i torti, e correre al pronto soccorso per farsi curare quel principio di ictus  che lo ha colto durante la discussione!  Dopo anni di esperienza posso solo dire che – per evitare danni alla salute - basta fare l’esempio una volta sola, perchè loro già sanno… e poi dire come un cavernicolo: “Femmina la cosa essere così, non fare la gnorri che ca nisciun è fess!!”  

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Discussione su YouTube - battista maurizio
  

COME SUONI MALE AL CITOFONO!

Parliamo di accuse assurde! ah, i miei ricordi sono gravidi di accuse senza senso, che volontariamente o meno ti mettono in competizione con il nulla, che ti fanno sempre sentire fuori luogo, mai perfetto, sempre da smussare, da lavorare come una pietra grezza poco piacevole allo sguardo e ai nervi. Una che mi è rimasta impressa e che posso comunicare è questa: “Mamma mia come suoni male al citofono, vedi il ragazzo di mia sorella come è più discreto? Una bussata breve, per nulla fastidiosa!” Signore e Signori, udite tutti… era vero. Io citofonavo in modo invadente, alle volte una bussata lunga o due brevi ma ravvicinate e nervose… alle volte scherzosamente intonavo “ammazza la vecchia col FLIT… mentre lui no… era educato, al citofono però! Infatti lui, mentre suonava educatamente al citofono, approfittava della mia vecchia e cara Uno – auto mitica – per portarle la ragazza a casa, difficilmente si proponeva per fare altrettanto, nonostante io abitassi a svariati chilometri di distanza e lui a quattro passi, e altre cose poco gentili. Poi, il perfetto citofonatore – ciliegina sulla torta -  ha anche “maldestramente” tradito la sua ragazza, mentre io, maleducato fino all’osso, nonostante citofonassi una merda restavo fedele. In fondo, però, col tempo ho imparato ad apprezzare il “buon citofonatore”, non era poi così malvagio e neanche un vero e proprio traditore (il vero traditore difficilmente si fa scoprire, lui in fondo non era davvero capace)… col senno di poi direi che fu travolto da circostanze che divennero più grandi di lui e quindi, ad un certo punto, impossibili da gestire. Ma resta il fatto che io mi lasciai bagnare le labbra stupidamente dal malsano fiele del confronto, del “vedi come lui è più educato di te?” , che inevitabilmente mi portò all’esasperata competizione senza senso.  Ma quell’accusa assurda ancora oggi mi condiziona: infatti quando mi ritrovo davanti a un citofono mi sovviene alla memoria e busso con molta discrezione… l’educazione è importante, ma quanto rimpiango la simpatica e spontanea “AMMAZZA LA VECCHIA COL FLIT”!    

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Discussione su YouTube - Ammazza la vecchia ...col flit!
    



ORA E (E') IL PASSATO

Non c’è ricordo che ora io non possa rivivere! Tutto è in me, anche il dolore, senza contraddizioni. Non ho mai voluto negare, buttare tutto – come dicevano gli altri – alle spalle. “Non insistere!” - mi ripetevano – “sbagli a fare  così!”… mentre io mi ostinavo – ho tanti difetti, ma quello che davvero ho avuto difficoltà ad accettare consiste nel fatto che se mi fermo nelle mie intenzioni è solo per causa mia, non esistono condizioni esterne che tengano, sono solo io la causa delle mie paralisi. E anche nel mio stallo mai mi sono voluto fermare per capire. Agli altri rispondevo: "non mi fermerò fino a quando tutto in me non avrà bisogno di essere dimenticato, quando potrò convivere con quello che sono stato. Dimenticare è come cacciare un ospite sgradito dall’uscio di casa… prima o poi, senza che tu te ne renda conto, rientrerà dalla finestra. Dimenticare in condizioni normali non è certo una bella cosa: se non sbaglio l’amnesia è un trauma terribile, perché voler dimenticare allora? Perché arrivare a desiderare una patologia piuttosto che capire? Allora sono passato attraverso i miei ricordi più feroci, lasciando spazio anche alla possibilità di riviverne altri, anche peggiori, più tristi, più umilianti; e man mano che si realizzavano restavo sempre più indifferente, sino ad osservare il gelo senza provare alcun brivido.  Capita d’improvviso, ma non senza che tu non possa metterti alla prova: guardi in faccia i tuoi ricordi e puoi anche riviverli, sorridere, rattristarti, sentire una lama spuntata che ti stuzzica, per un po’ e al punto giusto, la bocca dello stomaco… ma niente di più, tutto è in quel ricordare, non va oltre…anzi, non c’è più un oltre. Invece ho osservato che chi cerca a tutti i costi di rimuovere arriva persino ad odiare, a disprezzare, a denigrare il proprio passato, come qualcosa che non ha neanche la diginità per esser riposto in soffitta, ma letteralmente buttato, gettato via come immondizia. Odiano il proprio passato e fuggono, a tratti ci rientrano mossi da una tristezza tutta nel loro presente e poi... scappano! Ma ovunque si nascondano non riusciranno mai a sfuggirgli, perché -senza saperlo- lo portano con loro. Fuga e negazione fanno solo capire una cosa: in realtà sei proprio tu l’ospite inatteso e sgradito che cerchi di cacciar di casa… è naturale che prima o poi proverai a rientrare dalla finestra, brutto utilizzare il proprio passato per cacciarti fuori dalla tua stessa dimora.