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日志


"CALIAMO" UN TRISTE VELO!

Sapete... ci sono quei periodi in cui ti senti giù, senti la tua vita monotona, sempre identica a sé stessa, quei periodi in cui potresti anche fare grandi boiate per liberarti dallo stallo. Conosci persone nuove, fai nuove conoscenze…tipi tosti, oddio gente che rasenta pericolosamente il coatto andante, ma in fondo non ti sembrano tanto pericolosi ...solo esagitati. Ti dicono: “dai, stasera esci con noi... prendiamo il Suv e andiamo a divertirci come si deve!” E a quel punto, un po’ reticente pensi tra te e te: “e perché no? una sera diversa non mi farà male… certo, sti due sembrano i fratelli cattivi di Macchia Nera… però… ma si! facciamola sta coattata!”  Ti prepari , aspetti che ti vengano a prendere e, ad un certo punto, senti uno squillo sul cellulare, è il segnale… e scendi.

La serata comincia già storta: vedi davanti al marciapiede un'enorme macchina nera coi vetri oscurati, entri con circospezione… perché potresti trovarci dentro tutta la squadra dell’ A-Team, e pestare un callo a P.E, alle dieci di sera sono cazzi! Tu sei vestito normalmente, non ami essere eccessivo, ti piace vestire bene, ma assolutamente non ami catturare l’attenzione, ma loro il sabato sera mica possono presentarsi decentemente? No… troppo facile. In realtà si sono presi a capelli e a calci in culo chiusi per mezz’ora nell’armadio di Dolce&Gabbana e così come si sono trovati-appena conclusol’alterco- così si sono presentati sotto casa tua! Lo stereo a tutto andare non fa altro che sputare musica misto hip-hop, latino americanao techno-dance, una chiavica assordante! E tu già da un pezzo sai che non andrai in un locale etnico alternativo, dove puoi discutere delle imminenti elezioni negli Stati Uniti, e, perché no, dare due boccate ad un narghilé mentre vedi una piacevole danza del ventre. Infatti - comevolesidimostrare - ti trovi davanti ad una discoteca… ubicata, insieme a tante altre, in una tanto squallida quanto affollata litoranea della città: sul lato destro tutti locali, e, su quello sinistro tutte passeggiatrici, e mentre osservi il tutto, chiuso nell’abitacolo, cominci a pensare che "a manca" ci sono persone di certo più interessanti. Nel frattempo Cip e Ciop discutono e armeggiano con dei personaggi pittoreschi nei pressi dell’entrata del locale. Io mi rassegno e scendo dal carroarmato, ma a quel punto uno di quei personaggi tanto curiosi si stacca dal gruppo e si avvicina dicendomi: "Bello… se ti interessa tra un quarto d’ora arriva GHB, e pure Gamma-oh!” Io non sapendo nemmeno di cosa stesse parlando rispondo: “Senti coso… a me non interessa quale cazzo DJ anima la serata, l’importante è che finisca presto!”

Si entra ma, nel putiferio generale, si riesce a trovare un posto in un separè, in una saletta poco frequentata…. tranquilla, intanto la comitiva si allarga, si aggiungono amici, amici di amici e sconosciuti… ci  si saluta e si scambiano quattro chiacchiere. Certo, il mio bicchiere di Porto si muove da solo al ritmo del fracasso che c’è fuori – in genere io bevo del Porto per digerire i salatini fossili e le patatine dell’età del bronzo che ti rifilano, quella roba che chiamano con grande faccia tosta “stuzzichini”. I miei compagni di bisbocce, invece, fanno di continuo avanti e indietro: vengono al tavolo dopo aver ballato e sudato come iene…ma dopo un dieci minuti scarsi iniziano di nuovo a contorcersi irrefrenabilmente sulle sedie per poi ripartire per nuove e movimentate apnee  in quel mare di gente che balla fuori. Ad un certo punto ritornano tutti sfatti, ormai trafelati dalla danza, e, sorridendo, mettono sul tavolo due piccole bustine. Si preparano pian pianino un striscetta ciascuno… e, tomi tomi… cacchi cacchi, sprofondano la testa sul tavolino. “Se volevate altri due salatini li mandavo a prendere, farsi salire le briciole su per il cervello può far male”, dico io per stemperare. Ma loro ormai presi tirano fuori una bustina e me la porgono, dicono che hanno pensato anche a me, che mi piacerà. Al ché li ringrazio per il pensiero... ma declino ricordando loro che non sono un parlamentare – non mangio i peperoni la sera che mi dan bruciore, figurarsi la cocaina. Ma loro insistono, mi dicono che ti fa sentire sempre bene, che ti senti sempre in forma, che “ESTENDE LA PERSONALITA”! Allora io replico: Scusate tanto Sniff e Snaff, voi già siete due coglioni, pure se vi estendete cosa potrete diventare mai? Al massimo uno scroto infiammato!

Ma il vero idiota sono io… perché mi avete messo in mezzo a questa serata, e in mezzo a due coglioni cosa ci può stare se non un’esimia TESTA DI C…O?” Intanto loro non pensano più a nulla… corrono a ballare forse fino alla sincope. Così mi ritrovo da solo a pensare: e pensa, pensa… mi sovviene che non sto con la mia macchina, bensì con quei due imbecilli Allora sale l’ansia, mi preoccupo, penso al peggio: già immagino i titoli dei giornali del giorno dopo: ANCORA UNA STRAGE DEL SABATO SERA. TRE PIRLA SI SCHIANTANO SU UN PALO DELLA LUCE! SPENTI TUTTI!

Quindi per evitare questa infausta possibilità entro nella calca per informare i due coglioni che sarà questa testa di c… a guidare al ritorno. Ma niente! anzi i due idioti litigano per le chiavi del bolide, perché uno si sente Niki Lauda e l’altro Senna…

“Basta! ho deciso”, dico tra me e me, stanotte cercherò un passaggio ma con quei due non torno. Chiedo agli altri, a quelli sobri, ma vanno da un’altra parte… ormai disperato mi metto al collo un cartello con su scritto: GIOVANOTTO MEDIAMENTE PIACENTE, FORMA ANCORA DISCRETA, SAREBBE DISPOSTO A CONCEDERSI ANCHE A MARGHERITA HACK PER UN PASSAGGIO A CASA!


YouTube - Così parlò Bellavista - La cocaina
   


GENERAZIONE DI MASOCHISTI!

Spesso penso ai messaggi che la tv mi ha (ci ha) inculcato da piccolo. Cartoni telefilm, film, ed ora serial, reality e tv – cosiddetta - verità. Non è una riflessione morale che voglio mettere in evidenza, ma una di stampo prettamente sentimentale. Ah, l’amore, com’è bello, come è intenso… com’è potente. Intanto, però, fin da piccoli abbiam visto storie d’amore tormentate, quasi mai andate a buon fine. Per esempio… quel povero André  innamorato di Lady Oscar. Ora dico io, non solo sto pezzo di marcantonio si è innamorato di una lesbica, il ché rappresentava già una seria  complicazione… ma quando il giovanotto finalmente quaglia con quel viados biondo dalla spada facile? Quando è ormai cieco e poco prima di crepare? Ma dai, non si può! È inquietante. Per non parlare poi di Candy Candy – che per inciso in inglese significa “caramella caramella”, ora… chi catenazzo chiamerebbe mai Caramella Caramella una persona? Ma neanche il Cavalier Sperlari! Ora la povera orfanella Candy Candy, che ride ed è sempre ottimista, non solo perde tutti i suoi amori, Antony muore cadendo da cavallo e Terence si soffoca con la sua stramaledetta armonica (non è vero, ma tutti lo speravamo. Minchia Terence! suoni st’armonica da trent’anni e conosci solo una canzone? E prendi qualche lezione!) ma la lentigginosa biondina vede anche morire tutti, o quasi, i suoi amici. E allora cara Candy Candy… che te ridi? Secondo me porti non poca sfiga!
Ora veniamo al primo cartone pseudo-incestuoso della storia della tv…. Georgie! Georgie è una dolce bambina adottata da una famiglia australiana che crescendo crea i primi turbamenti sessual-sentimentali ai suoi fratellastri. Ora sti due poveri disgraziati, per raffreddare il surriscaldamento dei loro ormoni creato dalla sorellastra,  ne passano di tutti i colori, di cotte e di crude. Na tragedia! Ora dico io, la giovinetta non è vostra sorella, abitate in una landa sterminata dell’Australia dove non c’è anima viva per centinaia di chilometri… ritenetevi già fortunati nell’avere in casa una sorellastra su cui indirizzare le vostre prime fantasie, se no andavate a sfogarvi assaltando con gli occhi iniettati di sangue il primo gregge di pecore che transuma sculettando nel circondario! Sono solo i primi bollori… non vi sbattete che poi passa, non è grave! E invece no… per colpa di una biondina slavata e melensa – che non contenta gira sempre mezza nuda per casa - si sono dannati l’esistenza! Ci credo che la mamma stava sempre incazzata nera!
E l’andazzo non è cambiato… anche oggi ci vengono propinate storie d’amore tragiche, senza speranza… tormentate sino all’acme. Bravi, Bravi! continuate così! insegnate a tutti che l’amore è solo di poco preferibile ad una malattia terminale, che l’amore non è amore se, come minimo, non ti fa venire un’ulcera perforata, che il sentimento non è forte se non hai tentato almeno tre volte il suicidio. Insegnate che si ama solo quando ci si sente strozzati e martoriati da un destino avverso. Questo è masochismo indotto!

CHI L'AVREBBE MAI DETTO!

 

Mai avrei immaginato tante cose: mai avrei immaginato, ai tempi della canzone E’ qui la festa,  di considerare Jovanotti un bravo cantautore. Altresì, mai avrei potuto immaginare, ai tempi della trasmissione Karoke, che avrei ammirato le istrioniche qualità artistiche di Fiorello. Ora, e già da un po’ di tempo, mai avrei potuto pensare che Antonio di Pietro diventasse l’unica voce “con la testa alta” dell’opposizione. Mai l’ho votato, credendo che la difesa delle mie idee fosse compito di altre persone. Ora queste persone non vogliono avere più voce, preferiscono usare toni concilianti, preferiscono abbandonare quella che in passato - per gli antenati coerenti del Partito Democratico - era considerata l’unica via possibile del consenso politico, e cioè la “Base del partito”. Ora questa base che, secondo loro, non esiste più, è esasperata, preoccupata, ignorata e lasciata a sé stessa. Certo, oggi non si chiamerebbe più base, la chiameremmo elettorato attivo e convinto, ma come si chiama si chiama è lasciata in un angolo a ringhiare ogniqualvolta il Partito Democratico parla di “opposizione morbida” nei confronti di un governo demagogico e senza  alcuna reale sostanza democratica. Purtroppo non si può esser gentiluomini quando si cerca di sopravvivere, non possiamo fare gli schifiltosi nel deserto quando si muore di fame e di sete, è assurdo. Chi non vorrebbe moderazione, educazione e dialogo? Ma a queste condizioni è impossibile. Non è la prima volta che vengo deluso, e non solo in campo politico, ma sono un tipo fedele, lo sono sempre stato. E anche adesso, nonostante tutto, non vengo meno ai miei sentimenti, alle mie idee e alle mie convinzioni. Le proprie idee sono come l’amore, non si può smettere di amare qualcuno a comando solo perché si è stati delusi o traditi, se funzionasse così quante lacrime e sofferenze il genere umano avrebbe risparmiato. Oddio, qualcuno ci riesce, beato lui/lei – forse perché in realtà non ha mai amato, c’è anche da dire che è un tipico atteggiamento della gente di questo paese - ma io no… anche se mi tocca dare, in questo caso, ragione a ciò che ha detto ieri alla Camera dei Deputati Antonio Di Pietro

 

P.S. C’è stato un qui pro quo… io ho augurato a tutti voi buone vacanze, non ho detto che ci sarei andato. Amo periodi meno affollati per partire.

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BUONE VACANZE A TUTTI

 

Ah, le sacrosante vacanze! Che bella parola… vacanza! Che parola strana soprattutto. In fondo la vacanza indica uno spazio o un lasso di tempo vuoto, non riempito – e che per restar tale non deve di certo esser colmato. Ma nonostante il significato letterale, ormai dimenticato, cerchiamo sempre di render attiva e piena di impegni ameni, di tante attività, questo sano vuoto del nostro tempo. In fondo la nostra compromessa e imperante mentalità feriale contagia anche quella festiva, poi ci si lamenta quando si torna alla “cosiddetta” vita normale più incazzati di prima. Come ad esempio accade nelle vacanze di gruppo. Progetti per mesi di andare con amici in vacanza.. e finalmente arriva l’anelato momento della partenza, sempre corredato da sorrisi, progetti e tanta, tanta felicità. Ma l’idillio dura poco. Infatti, dopo i primi due giorni, la vita coatta, il caldo stressante, i diversi punti di vista sui programmi giornalieri e le diverse abitudini di ognuno dei componenti della comitiva prendono il sopravvento, si esasperano, e tutto diventa pesante, opprimente e pieno di veleni inespressi, che cercano di reprimersi e, per questo, sempre sul punto di esplodere… poi iniziano le prime incomprensioni, le piccole discussioni che pian pianino lievitano e si espandono fino a liberarsi in modo patetico e plateale. E alla fine passi gli ultimi giorni di vacanza sperando di non commettere qualcosa di penalmente perseguibile nei confronti dei tuoi compagni di viaggio, non vedendo l’ora di tornare a casa e liberarti di quei rompicoglioni che ti hanno avvelenato le vacanze. E nel viaggio di ritorno non si canta e ci si diverte più… no... vorresti lasciarli all’autogrill, nessuno più si rivolge la parola, ci si guarda in cagnesco in un vero e proprio clima d’inferno. Poi ci si rivede dopo qualche mese e si ha anche la faccia tosta di dire: MA CHE BELLE VACANZE ABBIAMO PASSATO INSIEME…L’ANNO PROSSIMO LO RIFAREMO! Ecco! questa è vita vissuta… ripeto, vissuta, perché io non ho mai litigato con nessuno in vacanza, osservavo gli altri e, nella mia neutralità, diventavo – essendo quello che non se ne fotteva altamente  di ogni commento o conflitto del gruppo – la valvola di sfogo delle psicosi altrui (e pensare che sono io che vado da uno psicologo)… perchè lo ammetto, quando sono in vacanza NON CAGO NESSUNO! Infatti io sono un fautore del “Vaffanculo preventivo”! Mi spiego meglio: io sul punto di partire, prima di salire sul treno, sulla nave, sull’aereo o su qualsiasi altro mezzo di trasporto possibile ed immaginabile, mando a quel paese ogni singolo compagno di viaggio, e, non pago - sempre da ognuno di loro -, mi ci faccio mandare (sono democratico). In questo modo risolvo a monte ogni conflitto, perché se qualcuno, per ipotesi, avesse qualcosa da dirmi devo solo ricordargli che ci siamo già, allegramente, mandati a cagare prima di partire. Per questo motivo non ho mai litigato con nessuno. Ovviamente tutto questo non vale se tra i tuoi compagni c’è anche la tua ragazza… perché lei il lavoro ama portarselo anche in vacanza, le palle in qualche modo deve fartele girare sempre e comunque, così ci si sente a casa!

Ora veniamo alle famose vacanze separate. Io non sono assolutamente d’accordo: chiamatemi retrogrado, all’antica, poco emancipato, ma io non le concepisco proprio. Raramente mi è capitato che mi siano state proposte vacanze separate, ma la mia risposta è stata sempre questa: “Scusa cara, ma non se ne parla proprio! Se io fossi stato bloccato a casa per qualunque motivo allora sì, perchè mai ti costringerei a non far le vacanze solo perché io non posso – anche se il gesto sarebbe gradito. E poi, figlia mia fidati,  mi conosco… se vai in vacanza da sola, io sono un malpensante e di certo comincerò a sospettare che sei un po’ “mignotta! Anche perché, a tal guisa, il passato e le statistiche mi han dato sempre ragione.” Ed ogni volta che ho esternato questa mia diretta, cruda, ma sincera motivazione, la lei che ha proposto questa eresia reagisce così: “Non posso credere a quel che hai detto”.
“Hai ragione tesoro” – replico io – “vedo che mi conosci bene. Infatti, per me, non sarebbe solo un sospetto”.
Al ché, piccata, la giovine risponde sempre:“Sei l’essere più antico, retrogrado e sciovinista che io abbia mai conosciuto. Sei un buzzurro, un animale, una bestia… UN CAVERNICOLO!”
“Guarda che cercare di addolcirmi con i complimenti non serve” – concludo io – “perché io non cambio idea in proposito.”


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SCUSI... LEI COSA NE PENSA....

Vi è mai capitato di partecipare ad interviste? Quelle che vanno in onda nei vari spazi degli opinionisti? Insomma quelle interviste in fondo montate o pilotate per avvalorare questa o quella opinione agli occhi dei cittadini? Perché in Italia si sa… se lo dice la tv allora è vero. A me è capitato un paio di volte… essendo stato spesso nella capitale la possibilità che un idiota ti fermi e ti chieda cosa pensi su questo o quello cresce esponenzialmente, anche perché io adoro camminare e passeggiare, quindi torno in albergo con scorte quinquennali di fazzolettini di carta e qualche vergognosa intervista... già consapevole che non andrà mai in onda. Non andrà mai in onda perché non rispondo bene, o meglio, rispondo in modo tale che l’intervistatore è costretto a cancellare l’intervento. Per esempio, qualche mese fa mi capitò di esser intervistato alla stazione della metro B vicino al  Colosseo sulla questione del nucleare: “Mi ferma un’intervistatrice con il cameraman e mi chiede: “Cosa pensa del ritorno del nucleare in Italia?” Al ché ci penso su… e le dico:“io non sono favorevole. Ma badi, non per una questione ecologica, anche, però la questione ambiente viene dopo. Perché qui in Italia è principalmente una questione di maturità!”  “In che senso, maturità scusi?”
“Vede” – riprendo io – “ noi italiani scendiamo già in crisi di panico la sera davanti ai bidoni dell’immondizia perché non sappiamo dove buttare - chi speculerà - e dove andrà a finire  la busta dell’umido che abbiamo in mano... si figuri pensare con serenità alle scorie nucleari!”
Dopo questo siparietto, senza neanche salutare, l’intervistatrice subito si rimise in cerca di una nuova vittima.
L’ultima volta invece ero nei pressi di Santa Maria Maggiore, stavo bello tranquillo, tranquillo, e sotto un sole cocente mi si presenta un tipo che, educatamente, mi fa: “posso farle qualche domanda?”
“Certo”, rispondo io gentilmente…
Il giovanotto si mette in tiro, chiama l’operatore e mi chiede: “Cosa pensa della nostra classe politica?”
Lì non ebbi tentennamenti, anzi… risposi: “vede, “caro reggimicrofono”…
- “No, scusi” – replica lui – “sono giornalista.”
“Certo, certo” – riprendo io – “ e lei mi chiami Bond... James Bond!”
"Vede, le rispondo con una riflessione: Ipotizziamo che fra cinquant’anni la futura classe politica decide di dedicare, che ne so, una strada, una statua, una piazza, ad un politico di questo quindicennio- quello appena trascorso-, non importa il colore politico, destra, sinistra, centro… non conta. Beh, credo che sarebbe un’impresa ardua, diciamo una missione impossibile… pochi meriterebbero di essere consegnati alla storia con tale onore”.
Al ché, non pago, l’intervistatore replica: “E lei a chi dedicherebbe una statua?”
“A Magalli !!”
- “Come a Magalli?”
Si dedicherei una statua a Magalli! Perché in fondo è uno che fa il suo lavoro tranquillamente e non da fastidio più di tanto, e mi è simpatico. E poi vuole mettere, sarebbe la prima statua double face della storia; perché sul piedistallo ci farei scrivere: “Caro Fruitore che guardi , scegli tu tra questi due personaggi a chi è dedicata questa statua : a) Giancarlo Magalli b) Bilbo Baggins.

Inutile dire che anche questa intervista non è andata in onda.

 


YouTube - Le porte del sogno