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VOLARE... OH OH!!!Siccome il governo si inventò mister prezzi, un individuo preso di sana pianta da Paperopoli e portato in Italia per non fare una mazza, io mi sono inventato MISTER ALITALIA…un essere altrettanto aleatorio, inesistente, ma spero almeno simpatico, e intervistandolo mi ha fatto capire tante cose: - Allora Mister Alitalia si salverà questa azienda? - Che io sappia siamo in Italia, quindi alla fine tutto finirà a tarallucci e vino… E cioè? - In questo paese, caro mio, non si risolve mai niente… ma si arrangia sempre tutto, quindi… tutto, in un modo o nell’altro, si arrangerà. - Non c’è una compagnia straniera interessata? Ah, resti tra noi, ma tutte le compagnie straniere sono interessate ad Alitalia. Mi scusi, facciamo un ragionamento semplice: se vendo mille cocuzze al dettaglio guadagnerò molto di più se svendo tutto il cucuzzaro all’ingrosso! Il valore di una società sul mercato – purtroppo per Alitalia - si misura negli utili che fattura e non nei mezzi di cui dispone. Ebbene: Alitalia non solo è in rosso, ma genera debiti – quindi, sul mercato, vale come potrebbe valere il tg4 sul mercato dell’informazione… un cazzo; però, nonostante questo, il suo valore in aeromobili, servizi, società affiliate e annessi e connessi è altissimo. È in definitiva un gigante dai piedi di argilla, però fatto in pietre preziose, quindi tutti aspettano che fallisca per poi prendersi i pezzi pregiati a prezzi pazzi. È come se fosse una casa in cui nessuno abiterebbe ma piena di opere d’arte e cose preziose. Nessuno comprerebbe mai la casa ma tutti vogliono ciò che c’è dentro. Tutti aspettano che questo moribondo tiri le cuoia per beccarsi l’eredità a babbo morto. Chi non farebbe così? E pensi a questo, sempre perché siamo in Italia e tutti mangiano su tutto: ammettiamo che Alitalia fallisca –ma non succederà, si fidi! ebbene, a quel punto si dovrà costituire una società che la liquidi, e vedrà che imprenditori, affaristi, politicanti, e chi più ne ha più ne metta inizieranno a cacciare i denti per spartirsi gli infiniti guadagni che il morto offrirà, si ammazzeranno per avere un osso del santo. - E questa ipotetica società che dovrà liquidare l’azienda sarà decisa da una gara d’appalto pubblica, quindi… - Quindi sarà una mattanza, una tonnara… dove sempre i soliti mangeranno fino a scoppiare, e dopo essere esplosi… ricominceranno a sentire quell’infernale e mai sazio languorino. - E allora, vista che la situazione è così disperata, perché mesi fa si interessò Air France? - Allora Alitalia era vendibile, agli estremi, ma vendibile… in poche parole Air France si trovò davanti ad una situazione simile a quella che ebbe Lufthansa con Swiss Air, e cioè comprare una società ancora per poco efficiente ad un prezzo bassissimo. Scusi, se sa che domani il prezzo della benzina si abbassa (stiamo sempre nel fantascientifico), lei aspetterà un giorno per fare il pieno o no? Ebbene, Air France ha aspettato che la società toccasse il prezzo minimo di mercato per poi procedere, perché si risparmia…In fondo è quello che ha fatto anche la società Cai, si è presentata come unica offerente quando ormai si era sull’orlo del fallimento, per la serie: cari miei state con le pezze al culo, io sono la vostra unica salvezza, quindi o mangiate questa minestra…etc. etc. E mi lasci dire, comunque vada a finire, spero solo una cosa… che tolgano alle nostre bellissime hostess quella giacchetta color prato inglese. Ha mai avuto un rapporto fugace e clandestino con una assistente di volo della nostra compagnia aerea? Alla fine sembra di fare l’amore con un campo da golf, c’è tutto l’indispensabile…green, buche, mazze e palline!- Ma Berlusconi aveva detto che ci sarebbe stata un’offerta migliore, che l’azienda sarebbe rinata. Eppure lui è stato un grande imprenditore, uno che ha cominciato dal nulla.- Berlusconi per vincere le elezioni direbbe anche di essere il messia, e se non sbaglio ha anche avuto la faccia tosta di accennarlo in passato. E sul fatto che ha creato tutto dal nulla sono pienamente d’accordo… in fondo da cosa è partito? Ha iniziato a costruire quando il mercato edilizio in Italia era peggio del far West di un film di Leone – la speculazione galoppava incontrollata - e con che cosa? Solo una misera tessera della P2 e l’amicizia di Craxi!LE CAMELIE DELLA SIGNORA!Quante volte ci siamo trovati davanti a parole mielose, ci siamo sentiti dire frasi struggenti, tanto dolci quanto ipocrite che la realtà smentisce, o il tempo dilegua con la sua inesorabile quotidianità?. Poi col tempo ricordiamo quelle discussioni, quegli sguardi simil-languidi e ci rammarichiamo per non aver risposto diversamente, in modo farsesco, in poche parole così come ci venivano propinate. Quanti “ti amerò per sempre”, quanti “non ci lasceremo più” ci saremmo risparmiati (uomini e donne si intende) se avessimo avuto l’innocente e disarmante goffaggine che Proietti ha avuto in questo video? Ecco a voi la “Signora delle Camelie… o meglio, in questo caso, “Le Camelie della Signora! Citazione Il Conte Duval MONDI DIVERSI NELLO STESSO ISTANTE- Io insisterei sull’amore, o meglio sul suo disincanto verso l’amore. Nessun disincanto, anzi… Oddio, ad un certo punto della vita cominci a credere sempre meno, non all’amore ma alle promesse, nelle aspirazioni, inizi a diventare più cinico. Da ragazzo credi che la frase più bella che possa dirti una donna sia: “Ti amo e ti amerò sempre, staremo sempre insieme… e adesso… - e adesso qual è la fase più importante che una donna può dirle? “Mi sono venute… era solo un ritardo”. - Ahahahaha…. Cinico ma divertente. Ecco bravo! Ha colto il punto, e questa frase non è semplicemente cinica e divertente, ma divertente perché cinica. Vede, questo sarà divertente, piacevole, si può pensare che è consapevolezza raggiunta, o ironica maturità dettata da un po’ di esperienza. E invece sa cos’è? Perdita di innocenza! L’ironia, il grottesco, il cinismo riescono a vederli solo gli ironici, i grotteschi i cinici, ma non gli innocenti. Questa presunta maturità è un prezzo troppo alto. Si paga troppo per una semplice risata, e il primo a pagare è l’amore! Possiamo anche continuare a crederci, chi dice di no? Ma con sempre minor convinzione. Il voler ostinatamente continuare credere è molto diverso dal credere e basta! Nel primo caso si tratta solo di un’esigenza; l’esigenza dettata dall’aggrapparsi ai propri sogni – ai quali già non ci se crede più - per non sentirsi sconfitti e perdenti, la seconda è pura fede! - la differenza è sottile solo in apparenza. Sottile o no, è determinante. - Ma c’è altro, vero? Odio le accuse e i sensi di colpa! Sono il mio punto debole, mi sento in colpa per cose che non commetto figuriamoci se vengo accusato con il semplice scopo di instillare in me sensi di colpa. - le è successo? In modo – riprendendo il discorso di prima – molto comico. Pensi: dopo 8 anni dalla fine di un rapporto sa cosa mi fu detto da una mia ex? Che se lei sceglieva uomini sbagliati e situazioni poco favorevoli era anche colpa mia perché a suo tempo – 8 anni prima – io non presi una decisione. - In effetti è già un grande errore sia produrre che vivere sensi di colpa, ma dopo tanto tempo e tale separazione è addirittura ridicolo e grottesco. Ma visto che, questa persona – che evidentemente sapeva dove colpire – agì su questo suo punto debole cosa rispose? Che aveva ragione! Si, era colpa mia… e non solo… anche il buco dell’Ozono fu colpa mia; perché quindici anni fa mangiai fagioli alla messicana! Sarà anche vero che agire sui miei sensi di colpa produce un effetto, ma sarei stato un vero idiota a crederci in quel caso, no? Ma spiegarle che non era così sarebbe stata un perdita di tempo, sarebbe rimasta ferma sulle sue posizioni. Anche perché è anche su quelle basi che ha costruito il suo comportamento, ci credeva… bisogna sacrificare qualcosa per giustificarne un’altra, e se il sacrificio dovesse risultar sbagliato anche ciò che si ottiene lo diverrebbe e questo sarebbe insopportabile da affrontare perchè inaccettabile. - si ma è necessario essere obiettivi, capire che i nostri comportamenti possono essere influenzati da cause esterne ma non totalmente determinati da queste. E se essere obiettivi fosse solo una questione di percezione del mondo, cioè solo di interpretazione? Se l’obiettività fosse una semplice interpretazione dei fatti secondo il proprio modo di percepire? - in che senso? Poniamo il caso che una persona che vive e produce sensi di colpa interpreti il mondo in base a questo metro? La sua obiettività sarà determinata dall’interpretare i propri accadimenti e la sua visione del mondo in base al sentire o generare colpe. Questo è meritato e questo no! Questo “me lo sono meritato” e “questo non me lo meritavo”! Che è in fondo l’interpretazione più diffusa, anche la più pericolosa e terribile. Mi permette di porle un caso raccontandole una storia? - Personale? Biografica? Si faccia i cazzi suoi! Comunque no. Allora… mettiamo che due persone si incontrano o si rincontrano, é indifferente! Si frequentano, lui è felice, sta bene, ma lei nasconde qualcosa, qualcosa che non dice. Ma lui lo percepisce, anzi… mette le cose in chiaro, lei ha un carattere orgoglioso, guarda sempre negli occhi il suo interlocutore ma in quel caso, quando lui le chiede se c’è qualcosa di non detto o in sospeso con il passato, lei abbassa lo sguardo, è pensosa, si sente quasi denudata dalla chiarezza delle parole di lui. Ma dopo una pausa, già di per sé eloquente, non solo gli assicura che non c’è nulla, ma che addirittura lui è fissato, pensa cose che non esistono, che si fa i film. L’uomo a quel punto vuole accontentarsi dell’assicurazione della donna, di certo claudicante, perché a lei tiene. Poi arriva il fatidico momento. - l’intimità! Esatto… fanno l’amore! Lei ha sempre quello sguardo dubbioso, incerto. Ma il desiderio è tanto, forte… e quello sguardo ad un tratto sparisce. La voglia prende piede. Ed è tanta… e si sa, quando è tanta… può succedere che la cosa, per entrambi duri poco. - Già, la prima può essere un lampo! Un tremore… a volte può finire anche prima di cominciare. Si, ma quel che conta è che in quell’istante il desiderio è più forte dei dubbi. Ma l’idillio dura poco! Anche perché i pensieri e i dubbi ritornano più forti di prima, e questo poco aiuta il desiderio. Mi sa dire quando ha provato il piacere e il godimento più alti? - Eh, adesso è lei che si deve fare i cazzi suoi! Giusto, me lo sono meritato! Allora glielo dico io: il piacere più grande è quando il mondo inizia e finisce in quello spazio e in quell’istante. Quando il mondo comincia dalla prima punta dei capelli della persona amata e finisce nella punta dei piedi. Quando non ci sono pensieri: il mutuo della casa, le rate della macchina, e tutto il resto. E quell’istante si era realizzato ma concluso in modo irrecuperabile perchè lei aveva ripreso ad esser dubbiosa. E così, quando si stava ricominciando a stare di nuovo insieme, lei scoppia a piangere. - No! Si! Lei piange, lui si sente un verme già di suo. - Ci credo! E poi? Lui le chiede cosa può aver fatto mai di male… e lei singhiozzando gli dice: che è colpa dell’uomo. Che non si è comportato bene! Lui si sente un verme completo. Ma, nonostante tutto, questa motivazione gli sembra troppo labile, poco credibile. In poche parole lui non ci crede, ma da allora non la rivedrà più... Insiste, chiede ad amici, a parenti, vuole una spiegazione, ma trova tutte le porte chiuse. Nessuno parla, anzi gli viene detto che deve lasciar perdere e non insistere. - E come va a finire? Non bene, ma soprattutto non male! Solo molti mesi dopo l’uomo verrà a sapere che lei fino a pochi giorni prima di incontrarlo aveva avuto un rapporto tormentato con un altro, e che aveva cercato di dimenticarlo avendo una storia con lui, ritenendo che lui non l’avrebbe mai ferita, che con lui si sarebbe sentita amata. - Certo sono cosa che capitano! Ma trovo triste che lei, nel momento della verità, ha negato, anzi… addirittura ha attribuito a lui sentimenti contrastanti che provava lei. Ecco, bravo! Non solo viveva sensi di colpa, ma, per motivare il tutto, per dare un senso… li ha trasferiti in quella situazione e in quella persona. Di modo ché quel particolare episodio per lei diventasse torbido, triste, in definitiva… da dimenticare. -E quando l’uomo è venuto a saperlo si deve essere incazzato di brutto! No, il contrario, mai come in quel momento ha provato una tenerezza enorme per quella donna, e la consapevolezza che è stato meglio per entrambi che fosse finita. - Come mai? Due visioni del mondo diverse. Lei per accantonare quel ricordo ha dovuto renderlo torbido e colpevolizzarlo. Doveva essere qualcosa di terribile. Ma lui no, per lui fondamentale è stato, invece, quell’istante in cui si sono persi tutti i dubbi, quel momento in cui non c’erano più pensieri. Perché è stato l’unico momento libero da condizionamenti in cui sono stati veramente se stessi… in cui lei si è liberata da tutte le colpe o i sensi di colpa. Due realtà diverse, due obiettività opposte. Eppure entrambi lo hanno vissuto nello stesso istante e insieme. - Non so dire se questa è una bella storia o terribile. Beh, faccia un po’ lei, se la giri come le pare. YouTube - Troisi: non giudichiamo Giuda LA FREGATURA DEL CAOS!- Come va? Bene, e a lei come sono andate le vacanze? - Come sempre! Si va con la famiglia con la speranza di rilassarsi e, invece, ci si ritrova più stressati di prima. Per non parlare della fregatura? - Quale fregatura? Si va in un posto diverso, i primi giorni sono di assestamento, poi ci si abitua e ci si inizia rilassare. Ma neanche il tempo di godersela che la vacanza è finita. - Infatti! E ciliegina sulla torta? Ci si becca anche quella punta di depressione da ritorno, quel senso di vuoto che la quotidianità, la solita quotidianità, sembra offrire dopo l’eccezione – troppo breve, e anche se durasse sei mesi è sempre troppo breve, no? - Già, si ritorna più irritati di prima; e sottili tensioni elettrizzano tutto per un bel po’ di tempo, prima che il disagio faccia il suo corso. A proposito, le dispiace se finiamo un po’ prima? Sa com’è? La consorte mi ha dato la lista della spesa, ieri non ho preso il prodotto giusto ed è sceso giù l’inferno. - Si figuri… se non ci si aiuta tra noi... . Beh, almeno queste tensioni possono ravvivare e render più movimentata la vita intima. - Lei scherza? Sesso riparatore? Non sta né in cielo e né in terra, ahimé! Sesso riparatore? Blasfemo! La prego non bestemmi così, mi piange il cuore quando si dicono queste oscenità! - Lo sa lei, lo so io che non è così… ma loro! Mi dica un po’… le è mai capitato, prendendo l’esempio succitato, nel fare la spesa d’aver preso il prodotto sbagliato? - Si.. spesso! E non ha mai notato che ci sono alcune volte in cui la donna se la prende come una iena e altre in cui dice: “non ti preoccupare, non fa niente!?” Anche se succede sempre con lo stesso prodotto. Cioè, in alcuni casi quel prodotto è di importanza vitale, mentre in altri passa, in modo miserrimo, sotto traccia? - Vero! è sicuro di non essere stato mai sposato? E, soprattutto, comincio a sospettare che mia moglie sia bigama! No, per mia fortuna mi sono fermato prima, ho avuto vari rapporti lunghi e non erano diversi dal matrimonio… in pratica: io avevo sempre torto, loro sempre ragione, e si faceva l’amore in modo olimpionico! - Olimpionico? Una volta ogni quattro anni! - Vero, matrimoni a tutti gli effetti. È inquietante vedere come certi comportamenti siano comuni negli individui… e, nonostante ciò, constatare che la donna resta sempre un mistero. E qui ritorna il caso della spesa! Più che un mistero questo essere sublime è un continuo effetto sorpresa, ed è questo che ci frega! A volte sembra che un nostro comportamento sia perfetto e altre sorprendentemente inaccettabile. Un giorno arrivi col mocio della marca sbagliata e vuole appenderti con gli alluci sullo stendino del balcone, e in altri - ma tu non saprai mai quali - anche se gli porti un porcospino con una colite incontenibile al posto del mocio lei è serena, tranquilla e perché no, amorevole! Come dire, anche se i comportamenti sono identici, o almeno somiglianti, non sapremo mai in quale ordine si verificheranno! Il caos, entropia ciclica ma, in quanto entropia, casuale. Invece noi – rassegniamoci a questo triste destino - siamo monotoni, col tempo ci diranno che siamo noiosi e prevedibili, perché – mi permetta il francesismo – sono sempre due le palle a girare! E poi mi creda… io direi di cominciare a sovvertire la visione delle cose a riguardo del sesso riparatore, perché si sappia, che non esiste sesso riparatore! - In che senso? Pura propaganda, come il mal di testa, ma essendo della nostra stessa e identica specie, sanno meglio di noi che non esiste! Si giustificano dicendo che dopo aver litigato non si risolve nulla facendo all’amore e cedendo agli istinti… ed è lì che si contraddicono: sanno che è un istinto, qualcosa di profondo, una tensione che vuole esplodere… quindi non è il sesso che è riparatore bensì il litigio ad esser preparatorio, come dire: un preliminare tensivo, qualcosa di propedeutico che riscaldi gli animi e i corpi per del buon, sano, libero e piacevole sesso! Tanto è sempre inutile prolungare i litigi… perché in fondo si sa chi ha ragione, no? - Lei, sempre e solo lei! E allora vede che è così? Quindi, stasera invece di andare al supermercato vada in un negozio di animali, prenda un bel porcospino, gli dia mezza boccetta di Guttalax e sia dia da fare! YouTube - Clip Totò e le donne - Le indecisioni delle donne IL PIATTO DELLA MINESTRA RISCALDATA!Ah, i ritorni... che brutta cosa! Ah, i ritorni, che
sfaceli. Quando gli ex ritornano c’è poco da fare… si entra sempre in Purgatorio
senza invito!
È capitato a tutti che per nostalgia, perché si sente sempre qualcosa in sospeso, ma in realtà le appendici le vogliamo solo noi, di riprendere da un paio di settimane un rapporto interrotto. La parte migliore di te ti consiglia sempre di prendere, se proprio vuoi, il massimo nel minor tempo possibile e poi lasciar perdere… ma tu – fesso – investi qualcosa di più, e sottostai ai suoi tempi. Perché lei, vuole andare con i piedi piombo, quando in realtà tu le metteresti due scarpe di cemento e la getteresti a mare. E non solo, lei ti ripete una frase, terribile, triste, che ha sentito da qualcun altro, e la frase è: non vorrei che poi si rivelasse una “minestra riscaldata”. Ma come? Tu ti sei rifatta viva… e poi a me parli di minestra riscaldata? Ma, si sa, esistono persone che quando sentono una frase ad effetto te la ripentono anche quando è assolutamente avulsa dal contesto, nelle situazioni più inverosimili… tipo: “Sai? Oggi pioverà a dirotto!”, “si… è la solita minestra riscaldata!” Oppure: “come mai hai messo questo pantalone?” “Sai, è la solita minestra riscaldata”… Mah! Quando succede questo bisogna solo controllarle la calotta cranica per vedere dove ha la cicatrice della lobotomia e, con santa pazienza, aspettare che una nuova frase ad effetto invada le sue sinapsi! È anche vero che in questi ritorni - tristi ritorni – entrambi i soggetti recuperino i copioni del passato, recitando parti ormai anacronistiche e poco credibili: e così lei con te ritorna ad essere la classica “brava ragazza”, quella che ci va con i piedi di piombo, che non fa pazzie e non prende decisioni affrettate, che deve prima capire per poter passare ad “una fase più evoluta del rapporto” – classica frase rubata da qualche film visto in tv! Ma, non essendo una professionista, la pantomima dura poco. Infatti, la recitazione inizia a far acqua da tutte le parti quando si tratta di riconquistare il suo ruolo predominante nella relazione. Infatti lei deve dimostrare di esser quella forte e con carattere, ed è sempre lei che vuole dettar tempi e leggi. E, per far ciò, è disposta anche a dismettere i panni della brava ragazza, insomma… improvvisare! Infatti, si sta discutendo tranquillamente in auto, non si fa nulla di pernicioso, ci mancherebbe lei deve capire, e di punto in bianco spezza il discorso e ti spara una bordata del tipo: “sai, a me è capitato di stare con altri uomini, si… ho avuto altre esperienze… ma sono state solo avventure fisiche, solo sesso… . Certo, poi loro volevano ancora stare con me, ma per me erano solo avventure.” Tu guardi il cruscotto dell’auto fisso… non sposti lo sguardo di un millimetro, non parli, ascolti, comprendi ogni parola ma già elabori il tutto – raramente il mio cervello fa due cose insieme, già di per sé è un evento straordinario. Lei continua a fare “l’uomo di mondo”, e, nel frattempo, sulla tua spalla destra appare l’angioletto del buon consiglio… mentre, su quella sinistra, si materializza il diavoletto tentatore. Come da prassi comincia a parlare il piccolo demone, e ti dice: “Guarda questa, vuole fare l’uomo di mondo con te, ah… Ora ti dirà che ha fatto tre anni di militare a Cuneo! Digliene quattro! Non incassare! Non essere comprensivo! Lei vuole mettere solo la tua dignità sotto i suoi piedi, vuole fare la tipa tosta. Secondo me dovresti solo cacciarla via dalla macchina a malo modo e non lesinare in crudi epiteti.” A quel punto ti giri verso l’angioletto… e lo vedi seduto sulle tue spalle silenzioso, non dice una parola. Gli chiedi dunque cosa ne pensa, e, a quel punto, lui si alza e dice: “Nulla da eccepire! in questa occasione non posso che convenire in pieno con il mio esimio e “sulfureo” collega.” Sono un angelo, sono buono, bello e bravo… ma non sono mica fesso?!” E mentre tu ti prepari a risponder per le rime a quella presunta James Dean in gonnella, i due esserini – che saranno causa tuoi prossimi ricoveri in cliniche psichiatriche – scompaiono complimentandosi a vicenda, camminando sottobraccio – caso unico nella storia del bene e del male! Ecco, ora devi rispondere… e non ti risparmi, e ormai convinto le dici: “Scusa, mi stai dicendo che hai avuto solo avventure, e le hai volute tu?” - “Si, che c’è di male? “Nulla” – riprendi tu – “se non fosse per il semplice fatto che è da due settimane che ci frequentiamo e l’unica cosa nuda che ho visto di te è stato un polpaccio scoperto perché ti aveva punto una zanzara – oltretutto la parte corporale in questione sembrava depilata da un boscaiolo canadese cieco… a chiazze!” - “Con questo cosa vorresti insinuare” – riprende lei! “Ora te lo spiego con una metafora, a te molto cara in questo periodo: diciamo che in questa minestra riscaldata tutti hanno dato qualche cucchiaiata mentre al sottoscritto è rimasto il piatto vuoto. Che c’ho scritto sulla fronte secondo te… ritiriamo vuoti a rendere? Ormai è offesa a morte, ma tu non ti fermi… anzi, le spieghi che se era così importante per lei dimostrare di essere l’esemplare dominante della coppia avrebbe dovuto fare come tutti gli animali dabbene, cioè non parlare a vanvera per mostrare una improbabile virilità, ma fare pipì sui pneumatici dell’auto per segnare il territorio! Lei, che certamente non si aspettava una reazione del genere, inizia ad aprire la bocca sconvolta e te ne dice di tutti i colori: “sei un animale, offensivo e irrispettoso, uno schifoso cavernicolo”. “Brava” – aggiungi tu – “sono un cavernicolo! E a questo punto hai solo due alternative: o esci dalla mia caverna o ti prendo a clavate!” E così si chiude il ritorno
di fiamma!... ma, per sicurezza, mentre lei si allontana, tu ti guardi attorno
e, per evitare altre spiacevoli invasioni, fai la pipì sulle ruote della
macchina… non si sa mai! Ora
alla mia auto non si avvicina neanche quel bastardo del rottweiler del mio
vicino di casa!
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